Il Tirreno

Versilia

Le richieste danni sul caso tallio partono con una superperizia

di Luca Basile
Le richieste danni sul caso tallio partono con una superperizia

In cinque hanno presentato denuncia: nella relazione del primario Di Fiorino si parla di collegamenti tra il metallo e disturbi neurologici. Il sindaco Lombardi: «Un loro diritto, ma non ci sono prove di ciò»

3 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. La “zona rossa”, quella dove l'esposizione al tallio è stata certificata con valori importanti, racchiude l’abitato della parte alta di Valdicastello. Per intendersi Rezzaio e Piovane e ancora le vie Goito e S. Maria. Per diverse decine di famiglie quei referti, messi nero su bianco sulle analisi delle urine da un laboratorio dell'Università di Milano, sono il segnale che qualcosa non va, che l’organismo è intossicato dal tallio e che c’è ragione, come sostiene Emilia Bramanti, ricercatrice del Cnr di Pisa, «ad essere preoccupati».

Nessuna certezza scientifica. Ma da qui a stabilire un nesso, oggi, fra esposizione al tallio - uno su due a Valdicastello risulta essere contaminato stando ai primi esami - e sviluppo di eventuali patologie, ce ne corre: non c’è letteratura scientifica al riguardo, non ci sono studi significativi. Però la paura resta. Così come l'esigenza di tutelarsi.

Le cause avviate. Cinque residenti di frazione lo hanno fatto, il mese scorso, affidandosi agli avvocati Ivan Marchetto e Simone Grandi, per una denuncia querela, con successiva richiesta danni, che seguirà il suo corso sia in sede civile che in quella penale. Denuncia supportata da una perizia medica. «Da Comune, Asl e Gaia attendiamo ancora ad oggi, a distanza di settimane, le documentazioni richieste relative ai dati sull’acqua degli ultimi 5 anni: visto che le carte non ci sono state inoltrate, abbiamo fatto intervenire il difensore civico. Per quanto riguarda i nostri assistiti - spiegano i legali - parliamo di persone che soffrivano già da alcuni anni di disturbi neuropsichiatrici. Da qui l’esigenza di accertare se tali sintomi fossero causalmente riconducibili all’assunzione sistematica del tallio. L’intossicazione cronica da questo metallo pesante comporta infatti neuropatia, ai sensi della scienza medica, complicazioni neuropsichiatriche, alterazioni gastrointestinali, perdita di capelli e molti altri disturbi».

La perizia. «Il professor Mario Di Fiorino, primario di psichiatria dell’ospedale Versilia - proseguono i legali - dopo varie visite ed esami eseguiti sui nostri clienti, ha rilevato che la sintomatologia rilevata, disturbi neuro-psichiatrici, fosse conseguenza diretta dell’esposizione cronica degli stessi a dosi massicce di tallio e quindi confermava il nesso causale fra i gravi disturbi che affliggono i soggetti e l’assunzione di tallio. Spetterà al tribunale entrare nel merito di quanto da noi denunciato».

Lo scetticismo del sindaco. Posizione non condivisa dal sindaco Domenico Lombardi. «Ogni cittadino ha il diritto di tutelarsi come meglio ritiene. Detto questo, ad oggi non esiste studio scientifico e medico che possa stabilire una correlazione fra l'esposizione cronica al tallio e lo sviluppo di patologie. Parlo, in questo caso, come medico e non come sindaco: ci vuole cautela. Non è neppure lentamente dimostrabile, in questo momento, ad esempio, che un persistente mal di testa possa essere riconducibile alla presenza di tallio nell’organismo. Detto questo, non sottovaluto affatto la problematica: gli esami fatti eseguire dai privati confermano un’esposizione importante ed è doveroso tenerne conto. Attendiamo adesso i campionamenti dell’Asl di Siena e poi faremo le opportune valutazioni. Soprattutto dovremo lavorare, come da protocollo, allo studio epidemiologico, una sorta di follow-up con Valdicastello, prima esperienza del genere al mondo, dove verranno seguiti per i prossimi 5 anni i pazienti risultati contaminati dal tallio. Solo dopo questo “monitoraggio” saremo in grado di affermare se, e come, il tallio è nocivo per l'organismo. Nel frattempo - sottolinea Lombardi - il Comune, tramite un legale esperto in materia, tutelerà i suoi cittadini in ogni sede una volta accertate eventuali responsabilità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera