Il presidio
Assalto al Suv, la parola ai giudici
Attesa la sentenza sull’agguato a colpi di pistola che terrorizzò il Varignano: chiesti 10 anni per Saetta
VIAREGGIO. È il giorno della sentenza sull’assalto a colpi di pistola che in un pomeriggio di fine ottobre del 2011 terrorizzò il Varignano. Sei proiettili calibro 7.65, sparati in corsa contro il Suv di Stephan Petrovici, romeno allora 35enne. Che finì all’ospedale Versilia per essere operato d'urgenza a una gamba, colpita da tre di quei sei proiettili. L'intervento chirurgico riuscì perfettamente e gli salvò la vita.
Oggi in tribunale a Lucca (udienza al via alle 9), dopo le repliche del pm Aldo Ingangi e le controrepliche della difesa, toccherà ai giudici esprimersi sull’agguato, avvenuto tra la via Paladini e la via del Forcone. Secondo la Procura lucchese, l’uomo che dette l’ordine di sparare a Petrovici è Vincenzo Saetta: per lui il pm Ingangi ha chiesto 10 anni di carcere. L’obiettivo, però, non era quello di uccidere Petrovici. Ma di fargli capire che doveva pagare i 17mila euro mai versati per una Mercedes, che Petrovici aveva preso da uno zio di Saetta. L’attentato - sempre secondo l’accusa - sarebbe stato eseguito materialmente da Alessandro Discetti (cognato di Saetta) a bordo di uno scooter guidato da Angelo Pizzi. Con il supporto logistico di Marco Saetta, fratello di Vincenzo. Perciò il sostituto procuratore Ingangi ha chiesto al tribunale di Lucca di condannare Saetta e Discetti a 10 anni di carcere, Pizzi a 8 anni e Marco Saetta a 6. L'agguato suscitò un'impressione enorme, perché le modalità ricordavano quelle in uso alla camorra.Nel processo gli imputati devono rispondere di lesioni gravi - l'accusa di tentato omicidio, come si dice in gergo, è stata derubricata - rapina e tentata estorsione, con l’aggravante del metodo mafioso.
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