Forte dei Marmi potrebbe cambiare profilo commerciale
Negozianti, balneari e albergatori convocati in Comune per la presentazione del nuovo Piano delle funzioni
FORTE DEI MARMI. C’è grande agitazione in queste ore tra i commercianti fortemarmini che oggi pomeriggio sono stati convocati assieme alle altre categorie dal Comune, in vista di una riapprovazione del Piano delle Funzioni. Un’eventuale modifica potrebbe mutare sensibilmente l’aspetto del centro commerciale fortemarmino, così come oggi lo conosciamo.
Tutto iniziò negli anni Ottanta, con quello che divenne poi il piano particolare del centro, uno strumento che tendeva a evitare presenze di esercizi sgraditi in quella che era la nascente culla del commercio vip versiliese. No ai kebab, alle pompe funebri, ai sexy shop, al dilagare delle agenzie immobiliari e bancarie e così via. Una linea tesa a garantire una solidità tradizionale al centro commerciale del Forte entro una determinata perimetrazione. Tutto ciò poi è proseguito negli anni, pressoché a scadenza triennale, quando quello che divenne il Piano delle funzioni è stato usualmente reiterato. L’ultimo grande balzo in materia fu fatto sei anni fa, quando venne siglata la protezione di fatto dei bar e dei pubblici esercizi del centro, tutti negozi con più di 40 anni di attività nella solita sede anche se con differenti gestioni. Esercizi che rischiavano di sparire sotto l’offensiva delle griffe a caccia di nuovi fondi. Un atto che riscosse il plauso unanime e dell’Asso Commercianti che, all’epoca auspicava di estendere questa protezione ad altri settori. E di questo problema se n’era riparlato anche nel dicembre scorso, quando il consiglio comunale rinviò una decisione attorno al problema dell’ex White al Pontile, locale che rientrava in questo genere di vincolo storico e che non sarebbe stato del tutto compatibile con i progetti della nuova proprietà, che tant’è ne aveva chiesto la rimozione. «Senza il vincolo – dissero a fine d’anno dal Comune - sarebbe bastata una normale Scia, invece in questo caso saranno gli uffici a cercare di capire se sono mutate le condizioni storico ambientali del locale di piazza Navari, dopodiché il consiglio comunale potrà decidere con cognizione di causa».
Quello che verrà presentato nelle prossime ore sarà dunque un Piano delle funzioni fotocopia dei precedenti? O, come si vocifera tra i commercianti, conterrà un’inedita riperimetrazione delle zone soggette al vincolo stabilito nel 2009? Secondo alcune voci, non confermate, si potrebbe arrivare a ridurre la zona vincolata facendola di fatto coincidere con il solo centro pedonale. Questa presa di posizione costituirebbe una grossa novità perché permetterebbe, ad esempio, anche i movimenti delle agenzie bancarie che da tempo in tanti non vorrebbero più nel cuore del paese, giacché sabato e domenica restano chiuse e non sono certo, con luci spente e porte chiuse, un incentivo alle passeggiate festive e prefestive. E se così fosse, questa eventuale riperimetrazione lascerebbe fuori il viale a mare e così anche per l’ex White non ci sarebbe più bisogno di riconoscere «se sono mutate le condizioni storico ambientali del locale» come ebbe a dire alcune settimane fa l’assessore all’urbanistica Molino. Va anche aggiunto che contro un’ipotesi di riperimetrazione dell’area commerciale del centro si erano già schierate, ad aprile, anche le categorie turistico economiche cittadine che sottolinearono, tra l’altro, che «consentire nella zona l’apertura di nuove banche, agenzie immobiliari e assicurative non rinvigorirebbe il turismo della zona come necessario. Inoltre come può l’amministrazione assicurare che liberalizzando l’area in questione non vi si insedino delle attività come sexy shop, kebab o pompe funebri?» Per la risposta basta aspettare ancora qualche ora.
Paolo Lombardi
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