Il presidio
Riforma delle spiagge: è il giorno della verità
Vertice tra Governo e balneari per il disegno di legge sulle concessioni. Tanti i punti interrogativi sul tavolo. A partire dalla possibile proroga dei titoli. Viareggio e la Versilia con il fiato sospeso
VIAREGGIO. È il giorno della verità per la riforma delle spiagge. O almeno lo sperano i balneari, oggi, 13 gennaio, ricevuti (a partire dalle 10,30) dal sottosegretario Francesca Barracciu nella sede del ministero per i Beni culturali e il turismo a Roma. Non ci saranno, infatti, gli altri due sottosegretari che stanno lavorando sulla questione: né Sandro Gozi (Affari europei), né Pierpaolo Baretta (Economia).
Sul tavolo, il progetto di disegno di legge sulle concessioni demaniali marittime. E molti punti interrogativi. Come ad esempio la possibile proroga dei titoli, in scadenza a dicembre 2020 (ma questa data, come si sa, è sotto attacco e potrebbe essere anticipata al 2015). Proroga che - secondo le indiscrezioni - potrebbe essere prevista da 2 a 8 anni. E al termine della quale ci saranno - su questo punto i dubbi sono pochi - le gare a evidenza pubblica per assegnare le concessioni, le cosiddette “aste”. Le nuove concessioni, invece, andranno subito a gara.
Su questo incontro, ancor prima che si tenesse, si è già detto molto. C’è chi lo considera un appuntamento fondamentale, il più importante degli ultimi anni. E chi ritiene che sarà l’ennesima pacca sulla spalla inutile e furbesca da parte dei politici. Mentre i tecnici negli uffici progettano la maxi-rivoluzione del turismo.
Un leader della categoria sostiene che quando si avvicinano le elezioni tutti (o quasi) sono amici dei balneari. E in generale i sindacati si dicono scettici sul fatto che il Governo possa venire allo scoperto, presentando ufficialmente le proprie proposte di riforma. Una convinzione, però, che non tiene conto di un aspetto: a cosa dovrebbe servire questo ennesimo vertice, se non a dare qualche indicazione di lavoro? Già a novembre il Governo, proprio con Gozi e Barracciu, incontrò i balneari domandando le richieste della categoria. Richieste che furono puntualmente fatte, e che vedevano - come argomento principale - la proposta di una proroga di 30 anni delle concessioni per adeguarsi al nuovo regime in arrivo.
Nel confronto si potrebbe discutere anche della proposta alternativa denominata Del Dotto-Granaiola, dal nome del sindaco di Camaiore e della senatrice Pd da sempre al fianco dei balneari. Questa proposta di legge prevede una modifica del rapporto tra Stato e privato, che vedrebbe la concessione trasformata in autorizzazione: questo escamotage, secondo i fautori della proposta, consentirebbe di aggirare la direttiva Bolkestein ed evitare la messa all’asta delle concessioni demaniali marittime.
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