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La Massarosa Golf chiede indietro un milione di euro
L’impianto sportivo non si farà, ma per il Comune restituire gli oneri di urbanizzazione mette a rischio il bilancio
MASSAROSA. Rischia di mettere in difficoltà i conti del Comune di Massarosa la richiesta di restituzione degli oneri di urbanizzazione già pagati all’ente dalla società interessata alla realizzazione di un campo da golf nell’area alle spalle del Fornacione, meglio conosciuta come Botolo.
Il progetto di cui si parla da anni è definitivamente archiviato, almeno rispetto alla possibilità che a finanziarlo sia la società Massarosa Golf di cui facevano parte l’imprenditore del marmo Fabrizio Ponzanelli e l’armatore Enrico Bogazzi. E la società in questione che aveva chiesto e ottenuto autorizzazioni e concessioni edilizie ma soprattutto già versato un milione e 280 mila euro al Comune come oneri di urbanizzazione adesso rivuole indietro l’intera cifra.
Restituirla? Non è così semplice per l’amministrazione massarosese che, accogliendo la richiesta dei privati rischia di mettere a repentaglio la stabilità del proprio bilancio, come conferma lo stesso primo cittadino di Massarosa, Franco Mungai.
«In proposito - spiega il sindaco - è in corso una trattativa con la società per definire la cifra e le modalità di restituzione della stessa».
Mungai non fornisce ulteriori dettagli, ma è chiaro che il Comune che, sul progetto ha svolto la propria parte “burocratica” mettendo il privato in condizioni di investire non intende accogliere “gratuitamente” la richiesta di restituzione degli oneri da parte della Massarosa Golf. Insomma vuole uno sconto. Dunque si tratta.
La vicenda del fallimento del progetto - di cui si discute dagli anni ‘90 - per il campo da golf da 18 buche, collegato ad una più ampia riqualificazione dell’intera zona in chiave turistico-ricettiva (con il recupero di vecchi casolari) e per la viabilità di via Portovecchio con la realizzaizone di una rotatoria sulla Sarzanese, pone inevitabilmente la questione del futuro di questa area sulla quale - anche in relazione ai vincoli del Parco - è difficile immaginare «qualcosa di diverso da un campo da golf - continua Mungai - ne non un campo di granturco». Nè è ipotizzabile autorizzare lì una sorta di acqua park per surfisti - come alcuni imprenditori privati hanno lasciato intuire nelle ultime settimane - visto che il Comune ha già fatto le sue scelte rispetto alla dotazione di un parco acquatico a Massarosa: quelle relative all’area di Valleverde.
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