Italia
Il decano dei carristi: «Un errore far pagare l’ingresso ai bambini»
Carnevale di Viareggio a pagamento per i bimbi dai 7 ai 12 anni non viareggini. Il parere, contrario, di Arnaldo Galli
VIAREGGIO. I bambini non devono pagare per partecipare al Carnevale di Viareggio. A sostenerlo non è una voce qualsiasi. Ma quella di Arnaldo Galli, il più grande carrista di tutti i tempi. Che non nasconde la propria contrarietà di fronte alla decisione di far pagare il biglietto a tutti i bimbi di età superiore ai sei anni.
La Fondazione Carnevale ha deciso di abbassare il limite d'età dal quale si paga il biglietto per entrare ai corsi. Cosa ne pensa Arnaldo Galli?
«Trovo che sia un errore. Per entrare al Carnevale i bambini non devono pagare. Punto e basta. E' la loro festa, il momento in cui sono protagonisti. Imporre un biglietto ai più piccoli va contro lo spirito stesso della nostra manifestazione più amata. E poi rischia di essere anche un autogol...»
Che cosa intende?
«Intendo dire che i bambini sono coloro che poi finiscono col trascinare al Carnevale anche i genitori, i nonni, gli zii, i cugini. Se si fa una politica che penalizza i bambini con l'obiettivo di aumentare gli incassi, si rischia di ottenere l'esatto contrario. Ovvero che alla fine siano gli adulti a rinunciare a venire al Carnevale».
A sollevare polemiche è stata anche la scelta della Fondazione di agevolare i bambini residenti a Viareggio elevando da dieci a dodici anni, nel loro caso, l'ingresso gratuito.
«Beh, su questo sono d'accordo con la Fondazione. Credo che sia normale che ci sia un occhio di riguardo per i bambini che abitano a Viareggio. Del resto a Viareggio si pagano già tasse e tariffe fra le più alte d'Italia. E questi soldi, almeno in parte, servono e sono serviti in passato anche per finanziare il Carnevale. Diciamo che i viareggini la loro festa se la pagano già abbondantemente. Se quindi al botteghino usufruiscono di prezzi speciali per i loro figli non ci trovo proprio nulla di scandaloso».
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