Cambiare il porto dalle concessioni Il progetto della Fiom
Il sindacato dei metalmeccanci Cgil all’Authority: «Applicare le direttive europee e ripristinare la legalità»
VIAREGGIO. Il futuro della città si gioca sul porto. È una delle poche certezze, se non altro perché è in Darsena che gli scenari mutano alla velocità della luce. L’Autorità portuale regionale ha avviato da mesi un confronto con tutti gli interessati in vista dell’approvazione del nuovo Piano regolatore portuale. Dopo aver dato conto dei progetti degli industriali della nautica che si sono affidati al consorzio “Navigo” per farsi avanti, ora tocca ai sindacati e alla Fiom-Cgil in particolare. Il cui progetto tocca, come gli altri, il tema della gestione delle concessioni demaniali portuali a partire dalla necessità di «dare attuazione alle direttive europee in tema di concessioni demaniali ed alla nuova normativa sul federalismo fiscale. Mettendo adeguatamente a valore le concessioni medesime e adottando nuovi strumenti di governo delle stesse, integrando le funzioni comunali con quelle regionali per sostenere processi di sviluppo e di crescita soprattutto qualitativa del settore. Sia in termini di innovazione che di sostenibilità ambientale e sociale».
Insomma, concessioni a gara, che significa “muovere” il tessuto produttivo sapendo anche fissare prezzi, regole e condizioni. Per una Darsena - pare di capire - che superi la propria storia di territorio di caccia dei “soliti noti” sostenuti dai soliti poteri. Una posizione, quella espressa dal documento Fiom sul tavolo dell’Autorità portuale, che non mancherà di far discutere ad un passo dallo scioglimento dei nodi nei quali l’Italia si è avviluppata in materia di demanio e relative concessioni dei beni che sotto questa voce ricadono e che si distinguono per essere pubblici. Ossia di tutti.
La Fiom-Cgil, in materia di utilizzo di questi beni, ha idee chiare da tempo. Che così riassume nello snocciolare gli obiettivi della revisione del Piano regolatore portuale: «Ottimizzazione delle risorse attraverso una rivisitazione delle concessioni demaniali attualmente in essere. Poiché, nonostante l'intervento dell'Autorità portuale, alcune di esse continuano ad essere sottoutilizzate, utilizzate per scopi diversi da quelli per i quali sono state autorizzate, in contrasto con il Piano regolatore portuale vigente, con la presenza di posizioni di rendita e di speculazione sulle aree pubbliche non più tollerabili». A questo si aggiunge l’esigenza forte di «ripristino della legalità e della trasparenza, continuando nell'opera di verifica puntuale di tutte le concessioni verificandone la regolarità formale e sostanziale». Con l’aggiunta della richiesta di «revoca delle concessioni utilizzate in modo difforme e loro rimessa a bando finalizzata a consentire alle imprese che non dispongono di spazi adeguati nella darsena, attraverso consorzi, di avviare progetti innovativi importanti specie nel settore del refit».
Nel prossimo Comitato portuale fissato per il 19 gennaio anche del nuovo Regolamento delle concessioni si dovrà discutere. Perché l’attesa, in porto, è ormai molto alta.
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