UN DELIRIO PER VIAGGIARE IN TRENO
Sono in Piazza del Duomo a Pietrasanta, splendida cittadina, cuore pulsante della Versilia, scrigno di arte, cultura e bellezze naturali, meta ambita da molti turisti. Stasera devo tornare a casa,...
Sono in Piazza del Duomo a Pietrasanta, splendida cittadina, cuore pulsante della Versilia, scrigno di arte, cultura e bellezze naturali, meta ambita da molti turisti. Stasera devo tornare a casa, abito in provincia di Brescia, e decido di farlo utilizzando il treno. Entro in una tabaccheria per acquistare il biglietto, ma lì vendono solo biglietti regionali. Provo in un'altra tabaccheria dove ricevo la stessa risposta. Non mi resta altro da fare che tentare con la macchinetta automatica della stazione.
Premetto che ho un pessimo rapporto con tutte le macchinette e con tutti i distributori automatici in genere, ma bisogna adeguarsi ai tempi, chi si ferma è perduto! Mi avvicino fiduciosa all'apparecchio ed inizio ad interagire, cercando di stare molto attenta e di non commettere errori. Dopo pochi minuti e una bella sudata riesco a dare l'ok per il biglietto che costa € 15,85. Io ho con me tre biglietti da € 20 (per sicurezza). Inserisco la prima banconota ma mi viene subito "sputata". Penso che abbia qualche piccolo difetto e provo con una seconda e con una terza con lo stesso risultato. L’occhio mi cade sul display dove vedo disegnata una banconota da € 10, una da 5 e le monete da € 2, 1, 0,50. Capisco e mi trovo persa.
Un signore mi suggerisce gentilmente di provare al bar del terminal dei bus dove vendono anche i biglietti del treno. Menomale! Mi sono allarmata per niente: a tutto c'è una soluzione. Mi precipito al piccolo bar-biglietteria dove scopro con rabbia che anche qui vendono solo biglietti regionali. Il proprietario mi vede agitata e si offre di cambiarmi il biglietto da € 20 in un pezzo da 10 e due da 5. Ora dovrei essere a posto. Mi ritrovo in un attimo davanti alla macchinetta della stazione e con pazienza ricomincio a digitare le mie richieste. Quando la macchinetta mi chiede di inserire il denaro (€ 15,85) inserisco prima i 10, e tutto va bene, poi inserisco i 5, e anche qui ci siamo, ma quando cerco di inserire 1 euro non so dove metterlo. Non è possibile che io sia così imbranata da non trovare la fessura che riceve le monete. Osservando meglio scopro che tale fessura è stata sigillata e che, quindi, non è possibile utilizzarla. Comincio ad odiare la macchinetta, chi l'ha ideata, chi l'ha installata ma pensando bene ho ancora una banconota da € 5.
Dov'è il problema? Ancora una volta mi sono allarmata per niente. Me lo dico sempre che devo essere più calma e razionale. Tolgo dal borsellino i miei € 5, li stiro bene tra le mani, in modo da eliminare ogni piccola imperfezione o piegolina e finalmente li inserisco e attendo fiduciosa che la macchina emetta il biglietto e mi dia il resto. Attendo, ma non accade nulla, al che comincio di nuovo a preoccuparmi.
Alla fine sul display compare una scritta: disponibilità di monete inferiore al resto da erogare, premere il tasto per la restituzione delle banconote. Premo il tasto e la macchinetta mi restituisce il denaro. Me ne resto lì con i miei 20 € in mano indecisa se piangere o se ridere. Penso perfino si tratti di una candid camera, ma non lo è. È purtroppo la realtà in cui può imbattersi chi desidera semplicemente acquistare un biglietto per viaggiare in regola sul treno.
Dina Pierotti
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