Il Tirreno

Versilia

Sciopero alla Coop per la mezz’ora in più di lavoro domenicale

di Matteo Tuccini

Da oggi a Torre del Lago supermarket aperto fino alle 13,30 Ma i 25 dipendenti non ci stanno. E incrociano la braccia

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TORRE DEL LAGO. Mezz’ora in più, in una giornata di lavoro, può essere tanto o poco. Dipende dal lavoro stesso, e dal punto di vista di chi deve farlo. Ai 25 dipendenti della Coop di Torre del Lago, la decisione di tenere aperto il supermercato ogni domenica fino alle 13,30 anziché fino alle 13 - a detta dei sindacati, una scelta presa dai dirigenti di Unicoop Firenze senza alcuna negoziazione - non è piaciuta. E così oggi, nel giorno previsto per il debutto del nuovo orario, il supermercato rischia di essere a mezzo o a nullo servizio per la protesta (legittima) dei lavoratori. Che incroceranno la braccia, rinunciando anche allo straordinario che sarebbe garantito loro in caso di mezz’ora aggiuntiva.

Il cambio d’orario. Secondo quanto raccontano i sindacati, «negli ultimi giorni dell’anno appena concluso, qualche dirigente di Firenze è andato nel negozio di Torre del Lago e, senza fare parola con nessun lavoratore, ha affisso i nuovi orari di lavoro domenicali». Che posticipavano alle 13,30 la chiusura del negozio (aperto originariamente dalle 8,30 alle 13). «Solo la mattina del 2 gennaio - afferma Umberto Marchi della Filcams Cgil - i lavoratori hanno appreso con chiarezza che il loro turno di lavoro dalla prossima domenica (4 gennaio, ndr), sarebbe continuato fino alle 13,30. Senza una riunione e senza un incontro con i sindacati. La stessa mattina del 2, siamo stati contattati dalla nostra rappresentante sindacale Cinzia Baldini - continua il segretario della Filcams - la quale ci chiedeva informazioni: ma non potevamo fornirle, poiché noi non siamo stati informati dalla società».

La protesta. La sera del 2 gennaio c’è stata l’assemblea dei dipendenti, che hanno deciso di scioperare per la giornata inaugurale del nuovo orario domenicale. Una decisione che - avvertono i sindacati - potrebbe anche ripetersi per tutte le domeniche. «Per quanto ci riguarda - conclude Umberto Marchi - non possiamo che concordare con la scelta dei lavoratori, e invitiamo la direzione societaria a tornare sulle proprie posizioni e ad aprire un tavolo. Magari a livello regionale, visto che il problema non investe solo il nostro territorio. Altrimenti è molto facile che si ripeta lo sciopero la domenica successiva».

Il no comment di Coop. La questione degli orari e dei giorni di apertura dei supermercati è ormai un dibattito che si alimenta da anni: da un lato ci sono i lavoratori e con le associazioni sindacali, che chiedono di stare a casa con la famiglia nei festivi; dall’altro ci sono le catene, che fanno presente come sia impossibile nel mondo moderno non prevedere un’apertura nei fine settimana. A questo proposito, Il Tirreno ha contattato Unicoop Firenze - sotto il cui marchio c’è la Coop torrelaghese - perché dicesse la sua sulla presa di posizione dei lavoratori. Ma la società ha preferito non commentare. Un silenzio che, come spesso accade in questi casi, la dice lunga sul come sia stata accolta questa protesta. E di come sia difficile, anche per un marchio importante come Coop, prendere posizione.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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