Sentenza Polo nautico: l’ira della Fiom
Conto alla rovescia verso il via libera al frazionamento delle concessioni
VIAREGGIO. L’Autorità portuale regionale ha trenta giorni di tempo, dal 23 dicembre, per dare il via libera al frazionamento di Polo Nautico. Come ha ordinato la sentenza del Tar che ha accolto il ricorso presentato dall’azienda nautica consortile, assistita dagli avvocati Roberto Righi, Alberto Morbidelli e Andrea Pontenani. La decisione del Tribunale amministrativo regionale ha sollevato la dura reazione della Fiom-Cgil, mentre la politica locale è distratta dalle schermaglie pre elettorali. «I lavoratori - è la dichiarazione del Lamberto Pocai, segretario generale della Fiom provinciale - non saranno disposti a soccombere. E sul piano formale sarà permesso il frazionamento, ciò non riduce la possibilità che gli impegni assunti debbano essere mantenuti, a partire dalla stabilità occupazionale che a buona parte dei lavoratori della ex-Sec ancora oggi non è permessa, vista la perenne cassaintegrazione Questo è bene che tutti se lo mettano in testa. I lavoratori, le lavoratrici e con loro il sindacato continueranno ad essere in prima linea per rivendicare la salvaguardia del lavoro e della loro dignità».
La sentenza - sottolinea Pocai - «rappresenta il peggior augurio che i lavoratori della società consortile e delle aziende socie in crisi potessero aspettarsi». Pocai chiama in causa la politica «non solo per i ritardi sulla vicenda, nonostante gli appelli del sindacato e dei lavoratori». La decisione del Tar, infatti, «potrebbe condizionare anche la revisione del Piano regolatore portuale poiché, aggiungendovi il venir meno di una cultura consortile (nel momento in cui se ne avverte di più il bisogno) in quell'area di certo si preclude la possibilità di disporre di spazi in grado di rispondere a determinate necessità (in qualche modo individuate invece dalla Capitaneria) e per quanto ci riguarda, anche in termini di adeguamento alle esigenze di un mercato sempre più orientato verso le imbarcazioni di grandi dimensioni». Senza contare che, per come è messa la Darsena oggi, «l'area di Polo Nautico rischia di essere parcellizzata in mano a "proprietari di un feudo senza vassalli" perché la vera esigenza è e rimane il lavoro e non ci pare che alcuni di questi imprenditori siano strutturati economicamente per affrontare un mercato sempre più ristretto e competitivo».
Donatella Francesconi
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