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Il Tantra chiude i battenti, al suo posto la lap-dance

di Gianni Parrini
lap dance
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Trattative in corso con alcuni imprenditori interessati a rilevare la gestione In prima fila ci sono impresari che controllano le sexy-discoteche del Pisano

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VIAREGGIO. Di sicuro c’è che è morto. Il resto si vedrà. Il Tantra Bar, l’unica vera discoteca presente sulla Darsena, ha serrato i battenti. Dopo la festa di Halloween il vecchio gestore Dante Puccinelli ha riconsegnato le chiavi al proprietario, Andrea Larini. Che ora si sta guardando intorno per capire quale futuro dare al locale di viale Europa. Da alcuni giorni circola la voce che al posto del Tantra aprirà una sexy-disco con tanto di lap-dance, così abbiamo contatto Larini per sapere come stanno le cose.

«Ci sono delle trattative in corso ma ancora non c’è stata la fumata bianca – spiega – Siamo in contatto con diversi imprenditori e sul tavolo ci sono tre-quattro ipotesi: c’è chi vorrebbe rilevare la gestione per farvi un night club, chi invece punta sugli spettacoli di lap-dance e infine chi vorrebbe portare avanti la strada della discoteca-ristorante. Stiamo a vedere».

Incalzato sulle voci che vogliono in prima fila alcuni imprenditori che già gestiscono locali di lap-dance nella zona di Pisa e Pontedera Larini conferma: «Sì, nel lotto ci sono anche loro e sono tra i più interessati....». L’attuale proprietario del locale non si sbilancia ma chiarisce che le trattative riprenderanno subito dopo le feste. Probabilmente già a febbraio-marzo il locale potrebbe riaprire i battenti con la nuova gestione.

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Intanto Larini, che ha acquistato il locale sette anni fa, torna sui motivi che hanno portato alla chiusura del Tantra: «Siamo vittime della concorrenza sleale – dice – Le discoteche purtroppo non sono tutelate e negli anni ci siamo dovuti scontrare quotidianamente con gli abusivismi di chi non ha la licenza né i permessi per fare attività da discoteca, ma di fatto ogni sera mette la musica e fa ballare la gente con tanto di dj. Questi locali sono sottoposti a una tassazione diversa dalla nostra e che per di più non hanno gli obblighi di legge a cui deve sottostare una discoteca dal punto di vista delle norme sulla sicurezza, sull’antincendio, sugli spazi e via dicendo. I primi due anni è andata bene ma poi la concorrenza sleale è cresciuta a dismisura. Per di più questi “bar”possono permettersi di non far pagare il biglietto d’ingresso. Così, poco a poco, ci siamo ritrovati in mano un gioiellino privo di tutele. Sia chiaro, io sono contento che i locali della Darsena lavorino, vorrei solo che ognuno facesse il suo: il ristorante dà da mangiare, il pub e il bar offrono gli aperitivi mentre la discoteca mette la musica e fa ballare la gente». Ora vedremo se la lap-dance funzionerà: «Aspettiamo – frena Larini – dobbiamo mettere ancora tutto nero su bianco...»

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