Il Tirreno

Versilia

Ripartire dal popolo: dal Varignano il grido di don Brunini

di Donatella Francesconi

Il parroco ricorda la morte di Manuele Iacconi e sprona tutti La risposta di Granaiola (Pd): proviamo a costruire insieme

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VIAREGGIO. Nel giorno degli arresti dei due minorenni accusati di aver ucciso Manuele Iacconi e ferito l’amico che era con lui aveva scelto il silenzio. Ma la notte dei Natale, nella chiesa della Resurrezione nel quartiere dei due ragazzi, don Marcello Brunini è tornato a parlare. Con un intervento che piomba in ben altro silenzio, quello della politica tramortita dalla repentina fine dell’amministrazione Betti e ancora sottotraccia rispetto alla scelta dei candidati a sindaco che saranno chiamati alla sfida delle amministrative attese per fine maggio. «Di fronte all'omicidio di Manuele Iacconi abbiamo provato sdegno per quella aggressione brutale e insensata; abbiamo pianto per la morte di un nostro fratello; abbiamo provato rabbia verso quei "giovani" che hanno scelto la violenza gratuita come un "gioco perverso" per affermare la loro volontà di potenza e di sopraffazione sugli altri. Ci siamo tutti interrogati su questi "nostri figli" che hanno oltrepassato il limite del rispetto e dell'"onore" dovuti alla persona dell'altro. Ed ora?». Ora non si può perseverare nello stare a guardare o peggio nel «fare proclami».

Ed allora si riparta. Da quattro temi che don Brunini mette sul tavolo: giovani, casa e lavoro, cultura, sport e turismo, bellezza e sicurezza. E «dal popolo, dalla consapevolezza di essere "cittadini" di Viareggio. Un "popolo di cittadini" capaci di pensare insieme, di condividere un contributo, di sorreggersi nella fatica, di spezzare un pezzetto del proprio cuore per la città sui temi detti». La proposta è quella di «ritrovarci al Varignano, nella sua chiesa - o in un altro luogo al centro della città, per ascoltarci condividendo qualche pensiero, una piccola esperienza, una semplice proposta». Chi ci sta batta un colpo: alla mail resurrezione.var@tiscali.it che don Marcello mette a disposizione.

La prima risposta arriva da Manuela Granaiola, senatrice del Pd e protagonista dello scontro, ma anche del confronto, che nel Partito democratico viareggio si è aperto dopo la caduta della Giunta Betti: «Ben venga ogni occasione di confronto, ogni opportunità per dare risposte, magari piccole, ma concrete; per risolvere qualche situazione, ma soprattutto per dimostrare che ricominciare si può. Come saprai ho provato più e più volte a ricordare che Viareggio non può essere salvata senza un'attiva partecipazione dei suoi cittadini o attendendo che le risposte sbuchino fuori solo da un qualche magico cappello. Ci tengo a specificare che la mia non è un'astratta sfiducia nella politica; caso mai è forte preoccupazione per una politica litigiosa che fatica a rinnovarsi, ad adempiere ai propri compiti e che per riuscirci ha bisogno della vicinanza di tanti, tantissimi cittadini di buona volontà che sappiano anche andare oltre la propria appartenenza politica. Ben vengano tante occasioni per organizzarsi, per far pesare le proprie idee, per suscitare attenzione intorno alle molte emergenze che affliggono la città e soprattutto per indicare soluzioni responsabilmente utili e praticabili. Forse ci costerà non poca fatica provare a costruire insieme un percorso, ma vedo questa come l'unica strada per tornare a produrre quella ricchezza che è la base per sostenere il diritto al lavoro, alla casa, alla scuola, al decoro, alla sicurezza e, ultima, ma non per importanza, a quella civiltà sociale della quale la città ha oggi così tanto bisogno».

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