Il Tirreno

Versilia

Da don Marcello Brunini un appello per il futuro: ripartire dal popolo

di Donatella Francesconi
don Marcello Brunini, parroco del Varignano
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don Marcello Brunini, parroco del Varignano

Il parroco del Varginano lancia l'idea di un lavoro collettivo per non lasciarsi sopraffare dal dissesto economico e morale della città che ha visto il brutale omicidio di Manuele Iacconi e l'arresto di due minorenni per il delitto

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VIAREGGIO.Giorni di festa e di riflessione, quella a cui chiama don Marcello Brunini, parroco della “Resurrezione, la parrocchia del Varignano, quel quartiere scosso dall’arresto dei due minorenni accusati dell’omicidio di Manuele Iacconi e del tentato omicidio dell’amico che era con lui la notte del 31 ottobre scorso. . “Io non ho soluzioni da proporre, ma un desiderio sì – sono le parole di don Marcello, in occasione della Messa di Natale -: perché non ritrovarci insieme per cercare soluzioni condivise, anche se piccole, su quattro temi: giovani – casa e lavoro – cultura, sport e turismo – bellezza e sicurezza”. Il titolo dell’appello del parroco è “ripartire dal popolo, dalla consapevolezza di essere “cittadini” di Viareggio. Un “popolo di cittadini” capaci di pensare insieme, di condividere un contributo, di sorreggersi nella fatica, di spezzare un pezzetto del proprio cuore per la città sui temi detti”.

Di fronte all’omicidio di Manuele Iacconi – è il pensiero al quale la chiesta del Varignano chiama – “abbiamo provato sdegno per quella aggressione brutale e insensata; abbiamo pianto per la morte di un nostro fratello, un omicidio è sempre un fratricidio; abbiamo provato rabbia verso quei “giovani” che hanno scelto la violenza gratuita come un “gioco perverso” per affermare la loro volontà di potenza e di sopraffazione sugli altri. Ci siamo tutti interrogati su questi “nostri figli” che hanno oltrepassato il limite del rispetto e dell’«onore» dovuti alla persona dell’altro.

Ed ora? Ora c’è il rischio di cadere in un difetto che sento forte per me: continuare a fare proclami… Proclami sulla cattiva giustizia, sulla mancata sicurezza, sulla crisi della famiglia e sui valori perduti… Proclami che poco si trasformano in processi di cambiamento virtuosi”.

Cambiamenti che, invece, don Marcello continua a vedere a portata di mano. “Avverto la necessità di riscoprire il “gusto di essere popolo”, per dirla con papa Francesco. Prima di essere dei “ruoli” (amministratori, politici, giornalisti, commissari, operai, imprenditori, commercianti, professori, studenti) siamo cittadini, siamo popolo, siamo “persone”. Ognuno di noi è un “unico”; è, semplicemente, un’opera d’arte. Perché, allora, non ripartire da qui? Trovarci insieme come popolo di cittadini può apparire un sogno decisamente “romantico” e alquanto “sognante”. Ma se non si sogna, soprattutto di questi tempi, saremo sopraffatti dal “dissesto”.  Viareggio è dei cittadini e i cittadini hanno diritto al silenzio, alla parola, al sogno; hanno responsabilità personale sul loro silenzio, sulla loro parola, sul loro sogno.  So bene che i sogni e le idee vanno poi organizzate, precisate, diventare proposte efficaci. Ma non sono sicuro che le concretezze inventate fino ad oggi abbiano accresciuto la felicità dei viareggini. E allora che ci costa provare a sognare ancora insieme. La mia proposta è di ritrovarci al Varignano, nella sua Chiesa – o in un altro luogo al centro della città – per ascoltarci condividendo qualche pensiero, una piccola esperienza, una semplice proposta”.

Il primo passo, tuttavia – così conclude il parroco del quartiere più popolato di Viareggio – “è una pausa di silenzio – il Natale può essere anche questo – per riflettere su questa “romantica” proposta. Se trovo adesioni cercherò di chiedere aiuto per concretizzarla al meglio. Se, al contrario, la ritenete una “inopportuna” predica di Natale, lasciatela cadere”.

Chi ci sta batta un colpo. Alla mail della parrocchia: resurrezione.var@tiscali.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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