Il Tirreno

Versilia

camel ponce

Il commento - La polvere sotto il tappeto

Fabrizio Brancoli

Chi, in tutta coscienza, verificherà che ad acquistare l’alcol questa notte saranno maggiorenni? E chi impedirà a un diciannovenne di comprarlo e poi passarlo a un sedicenne lì accanto?

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Cinque-seimila persone in arrivo, come al solito; e chissà quante saranno davvero… mica le contano una per una. Migliaia, come un grande concerto, solo che nessuno suona. Attrazione della serata: camminare di locale in locale e bere ponce.

Camminare. Bere. È questo l'evento che caratterizza una “città nobile dal 1841”.

(Controcanto. Bigotto, sei un bigotto. E un proibizionista. È solo gente che si diverte, non fa niente di male. E poi non è successo niente, finora).

Beh qualcosa è accaduto. Per esempio una ragazza di sedici anni ricoverata in ospedale, l'anno scorso, per congestione e stato di ubriachezza. Dobbiamo considerarla un’eccezione, vero? Bene. E allora, sentiamo, di quanti casi del genere abbiamo bisogno per cambiare rotta? Qual è la soglia di ragazzini ubriachi ricoverati, a quanti coma etilici è previsto che ci rendiamo conto che è l'ora di smetterla e promuovere un evento totalmente diverso?

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E non toccate il Camel ai politici: lo difendono come se fosse il 2 Giugno. A Pietrasanta in municipio litigano su tutto ma su questa storia c'è una pace miracolosa. Piuttosto registriamo, anno dopo anno, uno spettacolo d'arte varia: le mani allargate del Comune, ogni volta che accade qualcosa che non va, come a sottolineare che loro non possono farci niente. Il Comune, recita il vicesindaco nel 2013, «non organizza né promuove l'iniziativa». Ah, sì? E come mai, per esempio, il 5 dicembre scorso un assessore ha incontrato gli esercenti per fissare insieme il prezzo del bicchierino? Il Comune, leggiamo, semmai «pone tutta una serie di limiti all'abuso di alcol». Beh, sapete una cosa, c'è un limite ancora più efficace, consiste nell'evitare questa vigilia di Natale così pericolosa, o comunque di non assecondarla, di tirare una riga invalicabile sugli orari e le regole.

Ne abbiamo viste e sentite tante. Come l’offensiva dei sette parroci. Due anni fa scrissero una lettera al sindaco contro il Camel Ponce. Forse perché proponeva alcol a ogni angolo, con il rischio che finisse nello stomaco dei minorenni? No. Ce l'avevano con la manifestazione perché allontanava le persone dalla messa di Natale. Ah già. La loro messa. Comunque avevano una grande idea: spostare il Camel in un’altra piazza. Capito? Non pensare a un’altra manifestazione: semplicemente traslocarla. La polvere sotto il tappeto.

Abbiamo raccolto e ospitato su queste pagine persino un'idea da alchimisti, trasformare il ponce in cioccolata, e somministrare quella. Idea naufragata come un biscotto nel cacao caldo.

L'ultima, forse la più grottesca, è proprio la grande strategia del prezzo del ponce: alzato a tre euro, questa è la mossa, per dissuadere l’utenza da un consumo eccessivo. Immaginiamo quanto siano preoccupati gli esercenti...

Chi, in tutta coscienza, verificherà che ad acquistare l’alcol questa notte saranno maggiorenni? E chi impedirà a un diciannovenne di comprarlo e poi passarlo a un sedicenne lì accanto?

Tutti vogliono il Camel, nessuno si batte contro il Camel. Qualche ubriaco non vale una scelta di principio. E poi con la cioccolata calda si guadagna meno.

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