Il Tirreno

Versilia

Crea, cercasi chi sappia fare la gara

di Donatella Francesconi
Crea, cercasi chi sappia fare la gara

L’ex assessore Lazzerini: gli uffici del sociale non sono in grado di mettere mano al bando europeo

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. La delibera della Giunta Betti, a fine agosto (numero 182 del 29/08 , parla chiaro: «Il periodo settembre-dicembre 2014 si stima sia necessario per espletare la procedura di gara ai sensi della normativa vigente». La gara è quella per l’affidamento della gestione della Casa alloggio per i minori, servizio da sempre garantito dalla cooperativa sociale Crea ma da sei anni senza che il Comune abbia provveduto ad alcun atto formale di affidamento. In violazione del Codice degli appalti e di quel principio di concorsualità degli affidamenti che (sentenza della Corte dei Conti Lombardia, numero 427 del 2012) che «è parte integrante del sistema giuridico comunitario e nazionale e deve essere attuato in tutti i procedimenti di scelta del contraente privato, in quanto strumentale all’attuazione della legalità e buon andamento dell’azione amministrativa». Gara, quella per la Comunità alloggio, che avrebbe dovuto essere bandita bel prima del settembre di quest’anno. Ma che oggi, nonostante la delibera di Giunta prenda un preciso impegno, è ancora di là da venire. «L’ufficio sociale - prova a spiegare l’ex assessore Isaliana Lazzerini - mi ha spiegato di non avere la competenza. Non sono in grado di predisporre una gara europea. Hanno sempre detto che la parte amministrativa non erano all’altezza di farla». E, dunque, se questo o quell’ufficio non è capace o non ha il personale per svolgere un certo tipo di lavoro, questo lavoro - in Comune a Viareggio - non si fa. Così sembra di capire dalle parole di Lazzerini. E, quindi, piuttosto si continua a moltiplicare un debito fuori bilancio, in assenza di atti che giustifichino l’impegno di spesa.

Alle obiezioni del “Tirreno”, Lazzerini punta il dito sul dirigente ai servizi finanziari, Salvatore Santoro, accusandolo del fatto che «avrebbe voluto frazionare il servizio due mesi per due mesi chiedendo ogni volta i preventivi a soggetti diversi, dividendo per sei la cifra di 375mila euro necessaria per un intero anno, e frazionando il servizio in modo artificioso, eludendo così anche se non formalmente, la normativa vigente sull'indizione di gara». Un’affermazione in netto contrasto con quanto scrive lo stesso Santoro negli atti ufficiali di questa vicenda zeppa di “non-sense”: «Riscontro la proposta in oggetto che prevede l’affidamento diretto per la gestione del servizio di gestione della Comunità alloggio e del Centro diurno sebbene l’importo del servizio sia superiore ai limiti previsti dal Codice degli appalti e rilevo che il contratto di servizio è scaduto nel 2008 e continuamente prorogato in assenza di gare ad evidenza pubblica». Santoro ricorda ancora che «si è operato in assenza delle regole per l’assunzione di impegni e per l’effettuazione di spese previste dall’articolo 191 del Testo unico degli Enti locali». Al telefono con il “Tirreno”, il dirigente aggiunge: «Avevo espressamente indicato all’ufficio sociale la necessità di procedura pubblica anche per l’affidamento del servizio in attesa che fosse perfezionata la gara». Gara che neppure l’anno nuovo vedrà, pare di capire, se il problema è il non saper fare...

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino