Il presidio
Allarme dei sindacati Asl «In vista 100 esuberi»
Tanti sarebbero in Versilia i prepensionamenti nella sanità previsti dalla Regione La Cgil: «Vogliamo garanzie che si ridurranno gli sprechi, e non i servizi»
VIAREGGIO. Sarebbero un centinaio i prepensionamenti di dipendenti Asl - sanitari, tecnici o amministrativi - che la Regione starebbe pensando di fare in Versilia, per alleggerire il costo della sanità. L’allarme viene lanciato dai sindacati dell’Asl versiliese, e ricalca gli sos già inviati nelle altre zone della regione. È di pochi giorni, infatti, la mobilitazione scattata a Lucca. Dove si è parlato di 400 posti in meno nell’intera provincia, in seguito al piano di riorganizzazione allo studio della giunta di Firenze. Con avvio nel 2015.
Di cosa si tratta. Il termine “esuberi” compare per la prima volta nella sanità versiliese, ma qui non si parla di licenziamenti - pressoché impossibili nel settore pubblico - bensì di personale che avrebbe già maturato i requisiti per andare in pensione. E che dunque, come accade nel privato, verrebbe accompagnato all’uscita dal datore di lavoro (in questo caso l’Asl e la Regione) perché il suo stipendio non gravi più sui conti dell’azienda. Quando però si parla di sanità, è chiaro che si rischia di scatenare reazioni a catena in chi, come i cittadini (ma anche gli stessi dipendenti) teme possibili ripercussioni sui servizi.
Chi interesserebbe. La cifra di cui si parla, appunto circa 100, è una stima approssimativa: rispetto ai 1.900 dipendenti totali dell’Asl, siamo a poco più del 5%. Ma è chiaro che, all’interno dell’azienda sanitaria, ognuno ha un peso diverso. Un conto è ridurre i primariati, che viene sempre visto come una diminuzione ma è comunque un risparmio in termini evidenti; altro paio di maniche è, tra questi 100, congedare decine di medici, e non amministrativi che - con tutto il rispetto per il loro lavoro importante - possono comunque accettare dei sacrifici se nel loro ufficio si riduce qualche posto. «Al momento - affermano Laura Del Freo e Massimiliano Bindocci della Cgil - non è possibile sapere a quali categorie appartengono gli interessati dai prossimi prepensionamenti. A differenza di Massa, dove già sanno quanti sono i medici che potrebbero congedarsi».
I rischi. La Cgil chiede, comunque, garanzie precise. «L’obiettivo del piano della Regione - affermano Del Freo e Bindocci -è fornire servizi sanitari di livello identico con molti meno soldi in meno. E qui siamo tutti d’accordo. Ma non vorremmo che, nel cercare questo obiettivo, si perdesse qualche pezzo per strada. È lecito chiedersi se, prima di dire addio a decine di dipendenti, non sia il caso di valutare prima i rischi per i reparti che andrebbero a perdere queste professionalità. Insomma: se ci sono sprechi, vanno tolti. I servizi, invece, non vanno toccati».
Il caso pronto soccorso. Dalla Cgil arriva poi una stoccata alla direzione dell’Asl. «Il confronto con loro, finora, non c’è stato - dicono - soprattutto quando i temi sul tavolo sono importanti. Il progetto che rinnoverà completamente il pronto soccorso dell’ospedale Versilia è uno di questi. Che c’era un piano da 3 milioni lo abbiamo saputo dai giornali, e nel dettaglio non abbiamo ancora capito in cosa consisterà. Ci inquieta, però, sapere che l’Asl ha stilato una convenzione con l’azienda sanitaria di Asti per far venire un medico a coordinare il nuovo pronto soccorso. Un accordo che ci costerà 78mila euro, e che non sappiamo come si concilierà con la presenza del primario Sergio Milletti».
@matteotuccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google