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Un giorno da prof per re Marcello

Un giorno da prof per re Marcello

L’ex ct azzurro parla ai ragazzi del Piaggia: «Si vince soltanto in gruppo»

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VIAREGGIO. Marcello Lippi ha incontrato gli studenti dell'Itc Carlo Piaggia ad indirizzo sportivo accompagnato dal suo secondo nel Ghuangzhou Evergrande, Massimiliano Maddaloni e dall'ex assessore allo sport Andrea Strambi. Gli onori di casa sono stati fatti dalla preside Daniela Ventura, figlia di Dario, ex calciatore del Viareggio, e dal professor Andrea Bemi.

Il cittì campione del mondo, ha parlato della sua bella ed unicia esperienza in Germania con gli azzurri. «Per un allenatore è la più grossa soddisfazione vincere un campionato del mondo, che non ha eguali né per una Champions che per campionati, perché in quella occasione rappresenti la tua Nazione. Ed è una sensazione unica che ti porti dentro per tutta la vita. La sera quando tornammo in albergo dopo la vittoria, mentre tutti cenarono io andai in camera, con un bicchiere di ghiaccio e vodka ed il mio sigaro. Rividi il dvd dal riscaldamento, quando arrivammo allo stadio fino alla festa dopo il rigore vincente calciato da Grosso. Non è mio costume festeggiare dopo una vittoria, ho sempre fatto in questo modo, ed anche per il Mondiale ho voluto ripetere la solita abitudine anche in quella occasione».

Lippi rivolgendosi agli studenti, ha voluto spiegare come ci si comporta in un contesto in cui non si è soli. «Non è il singolo, che vince, ma è l'insieme del gruppo, solo se si rema tutti dalla stessa parte alla fine si raccolgono i frutti, l'individualismo in un gioco di squadra, non dà i risultati attesi».

Ad una domanda di chi sia stato il giocatore più forte che abbia allenato in un club, non ha avuto esitazioni nel dire Zidane.

Della sua esperinza in Cina, anche se aveva dichiarato che all'estero non sarebbe andato ad allenare dice. «Nella vita si può anche fare un passo indietro, ed anche se avevo dichiarato che non sarei andato all'estero, specialmente in Inghilterra perché non conosco bene la lingua, alla proposta di questa esperienza in Cina ci ho pensato e poi ho accettato. Non nascondo anche spinto dal lato economico, però la rifarei, perché è stata bella ed unica».

A Viareggio ci sono tanti cinesi che potrebbero risolvere anche i problemi della nostra città. «Sono persone che hanno voglia di fare e di lavorare e quindi da questo punto di vista potrebbero dare una mano. La nostra città, l'ho detto più volte, dovrebbe essere più curata».

Roy Lepore

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