Meteo
La darsena Viareggio tutta per i maxi yacht
Lo chiede il consorzio Navigo nel documento presentato all’Autorità portuale La proposta: si può fare subito senza fare ricorso alle varianti
VIAREGGIO. È dettagliato banchina per banchina e area portuale per area portuale il lungo documento che “Navigo”, consorzio della nautica presieduto da Vincenzo Poerio, ha messo sul tavolo di Fabrizio Morelli, segretario dell’Autorità portuale. Nei progetti di “Navigo” una serie di interventi per cambiare il porto possono essere attuati da subito, senza ricorrere a varianti: «Un riassetto del piano degli ormeggi - si legge - con ridistribuzione degli specchi acquei e delle dimensionidelle unità ospitate sembrerebbe una modifica non sostanziale in quanto tutto ciò avverrebbe infatti nell’ambito della stessa “famiglia”, ossia nell’ambito della “nautica da diporto”». Come previsto - così argomenta “Navigo” - dalle Linee guida per la redazione dei Piani regolatori portuali” datate 2004.
Maxi yacht alla Madonnina e barche ai lavori al Triangolino, come anticipato dal “Tirreno” del 9 dicembre, ma anche altri interventi da realizzare nel breve periodo nelle altre darsene.
Darsena Europa. Navigo chiede all’autorità portuale di «verificare la fattibilità del mantenimento della banchina Sani e del prolungamento di via Coppino» e di «qualificare l’area di piazza Palombari».
Darsena Viareggio. Qui, in una Darsena che sta molto a cuore agli imprenditori del porto, il nodo è quello degli spazi per i pescatori. Navigo chiede di «verificare se possibile razionalizzare le zone destinate alla pesca e ampliare il numero dei posti destinati alle unità ai lavori (grandi dimensioni). Questa darsena (specchio acqueo da 65.224 metri quadri, sviluppo banchine lungo 1.115 metri lineari, superficie disponibile delle banchine circa 30mila metri quadri) - scrive Navigo - «presenta una situazione molto complessa, sia da un punto di vista funzionale che per l’appetibilità delle sue aree. Essa infatti è stata dedicata contemporaneamente all’ormeggio, alla cantieristica, alla pesca professionale , a funzioni espositive, funzioni commerciali, ai servizi portuali. Se consideriamo le caratteristiche tecniche della darsena, la navigabilità e gli spazi a terra è evidente che risulta il naturale luogo di destinazione delle unità di maggiori dimensioni. Come abbiamo visto tutti gli imprenditori e operatori del distretto sono concordi nel individuare come prioritari i temi della razionalizzazione delle destinazioni d’uso, in primis per le aree destinate alla pesca professionale e le altre a seguire».
Darsena Lucca. A breve - così Navigo - è possibile «spostare le piccole unità da diporto nella darsena, studiando la possibilità di utilizzare pontili galleggianti nel rispetto delle presenti destinazioni e concessioni».
Darsena Toscana. Concentrare le imbarcazioni storiche «in ottica di collegamento a percorsi turistici e al museo della marineria e la piazzetta e «razionalizzazione delle zone dedicate alla pesca»: così Navigo riorganizza specchi acquei e banchine di questa porzione di porto. Darsena Italia. Qui - nel progetto presentato all’Authority - si tratta di «Stabilire uno standard di servizio unico e predisporre i procedimenti necessari ad attuarli». (continua)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
