Il presidio
Polo nautico, la Cgil pronta a querelare l’ex assessore di Betti
Giovanni Giannerini ha prodotto un documento all’Authority nel quale fornisce il parere positivo del sindacato
VIAREGGIO. La Cgil provinciale, per voce del segretario generale provinciale Franco Chiriaco, smentisce in maniera netta l’ex assessore Giovanni Giannerini. Il quale - nel mettere nero su bianco le posizioni in materia di frazionamento del Polo nautico - il 28 agosto 2014 invia alla Autorità portuale la sintesi degli incontri avuti e scrive: «La Cgil della provincia di Lucca ritiene che , ferma restando la destinazione ad attività di produzione cantieristica delle aree assegnate in concessione a Polo nautico, sia possibile procedere al frazionamento. Tale atto comporterebbe una più autonoma gestione sia degli impegni inerenti i lavoratori in carico a Polo nautico, sia dei debiti gravanti sulla concessione, ora indivisa, da parte di ogni singola impresa socie». Sono queste le parole con le quali Giannerini riassume quanto emerso nell’incontro da lui avuto con lo stesso Chiriaco, accompagnato da Enrico Profetti. «La nostra posizione non è mia stata favorevole», dichiara al “Tirreno” Franco Chiriaco che si dice «pronto a querelare Giannerini».
Sul “giallo” dei contenuti del documento che porta la firma di Giovanni Giannerini interviene anche Lamberto Pocai, segretario generale della Fiom-Cgil: «Mi sembrerebbe strano che la Cgil contraddicesse se stessa dal momento in cui aveva espresso una posizione netta e distinta contro il frazionamento, nella piattaforma condivisa anche dalla Fiom e presentata da Chiriaco e Bruni all'ex sindaco Betti un anno e mezzo fa.Per quanto ci riguarda la nostra posizione non muta e a rafforzarla conta la piattaforma consegnata al sindaco nel 2013 dalla Cgil, contano le determinazioni del consiglio comunale del novembre 2013, conta la presa di posizione di Provincia e Regione nel richiamare il protocollo del 2010, conta il giudizio espresso dalla Capitaneria di Porto. Ma soprattutto, conta il fatto che in quell'area, oggi, nessuno è ancora in condizione di presentare singolarmente un piano industriale che dica cosa ci si fa ora e il giorno dopo che avranno ottenuto il frazionamento, sempre ammesso che l'ottengano».
In queste condizioni - continua Pocai - «dovrebbe emergere, come fu a suo tempo nel 2002, una logica che provasse attraverso l'esperienza consortile e la messa in rete della filiera, a rilanciare un piano per fronteggiare le sfide produttive orientate ad un mercato, sempre più ristretto ma, indubbiamente verso un segmento di imbarcazioni over 50 metri, sia per quanto attiene le costruzioni sia per il refit. Per cui è ovvio, oltre al dilemma Polo Nautico, che vi sia bisogno anche di quegli interventi infrastrutturali di cui da tanto tempo si parla ma che oggi non trovano una soluzione adeguata».
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