Il presidio
Rinviata l’Imu sui terreni il governo prende tempo
Il pagamento slitta al 2015, l’esecutivo vuole rivedere i criteri per l’esenzione Esulta il sindaco Verona: «Evitata un’ingiustizia verso i nostri coltivatori»
STAZZEMA. Slitta al 2015 il pagamento dell’Imu sui terreni agricoli e Stazzema tira un sospiro di sollievo. Il sindaco Maurizio Verona accoglie con soddisfazione le parole del sottosegretario Pier Paolo Baretta, che in risposta al question time al Senato ha annunciato il rinvio del provvedimento al prossimo anno. Il governo punta a sfruttare questo tempo per individuare criteri un po' più solidi con cui distinguere chi dovrà pagare da chi invece manterrà l'esenzione. Lo strumento tecnico per far slittare la scadenza, decreto legge da far confluire nella manovra o emendamento alla stessa legge di stabilità, sarà scelto a breve, ma la decisione politica è stata presa e sarà confermata stamattina dal sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretti.
Il Comune di Stazzema aveva fatto sentire la propria voce per essere stato incluso erroneamente nel provvedimento sebbene abbia caratteristiche completamente montane. «Si trattava di una evidente ingiustizia per il nostro Comune – commenta il sindaco Verona – dato che la sede legale è al di sopra della altitudine per la quale è prevista l'esenzione. Adesso avremo il tempo per porre rimedio a questa ingiustizia. Si continuava a colpire la montagna e chi come i coltivatori è stato protagonista del mantenimento dei terreni e dei boschi, gli strumenti più efficaci contro il dissesto idrogeologico che è una vera e propria piaga del Paese. Se continuiamo a disincentivare coloro che vogliono ripopolare la montagna ci troveremo di fronte ad un drammatico aumento dello spopolamento di paesi e luoghi che hanno una storia millenaria e che nessuno avrà più interesse ad abitare. Il nostro Comune conta oggi 3.300 abitanti circa, meno della metà di 40 anni fa quando i paesi erano popolati e la montagna, che caratterizza l'intero nostro territorio, era viva».
Verona sottolinea anche i vantaggi per i coltivatori: «Accogliamo con favore il ravvedimento del Governo – dice – e presto chiederemo che venga annullata in via definitiva. Si scongiura una mazzata per i nostri piccoli coltivatori che hanno a cuore i loro piccoli appezzamenti e le loro piccole coltivazioni che non hanno caratteristiche imprenditoriali, ma sono un presidio non solo per il territorio, ma anche delle nostre tradizioni montane».
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