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Versilia

in cinque a giudizio per l’inquinamento del baccatoio

Falascaia, prime richieste di condanna

Falascaia, prime richieste di condanna

PIETRASANTA. Prime richieste di condanna per lo sversamento di acque inquinate (contenenti anche diossina) provenienti dall’inceneritore di Falascaia nel torrente Baccatoio. Vicenda per cui la...

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PIETRASANTA. Prime richieste di condanna per lo sversamento di acque inquinate (contenenti anche diossina) provenienti dall’inceneritore di Falascaia nel torrente Baccatoio. Vicenda per cui la multinazionale Tev Veolia - società che gestiva l’inceneritore oggi chiuso - è finita sotto accusa.

Nell’udienza tenutasi ieri in tribunale a Lucca, il sostituto procuratore Lucia Rugani ha chiesto 6 mesi per i reati di danneggiamento e getto pericoloso di cose ai danni di tutti e cinque gli imputati di Tev: i manager Thierry Hubert e Enrico Friz, e i tecnici Stefano Ghetti, Marco Albertosi e Stefano Danieli. Le richieste di condanna per gli altri reati contestati verranno rese note nell’udienza del 12 dicembre, quando il pubblico ministero Rugani terminerà la propria requisitoria. Seguita poi dagli interventi degli avvocati di parte civile.

I cinque imputati sono accusati di aver sversato nel Baccatoio acque provenienti della pulizia degli impianti di incenerimento, spacciando questi reflui come rifiuti fognari: a loro carico, infatti, c’è anche l’accusa di truffa. Nel processo si sono costituiti come parti civile cittadini che abitano nella zona del Pollino - tutelati dagli avvocati Gabriele Dalla Luche e Alessio Menconi - e il Comune di Pietrasanta, difeso dall’avvocato Enrico Marzaduri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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