Il presidio
Lite in piazza tra Mori e Lombardi L’ex vicesindaco: io vado avanti
A scatenare lo scontro l’intervista nella quale il primo cittadino aveva definito inadeguato a guidare la città il compagno di partito. Che replica: «Non ho mai sentito la sua fiducia»
PIETRASANTA. La lite va in scena, di buon mattino, sullo sfondo di piazza Duomo. Il tono è duro, le parole “che non ti ho detto” fanno eco nel silenzio del centro storico, per uno scambio di reciproche accuse segno di un livore, personale e politico, oramai deflagrato e sfuggito ad ogni controllo. Il “confronto” di ieri mattina, fra il sindaco Domenico Lombardi e il suo, ex, vice, Luca Mori, si è così consumato rabbiosamente di fronte a non poche persone: la causa scatenante l’intervista rilasciata, dallo stesso Lombardi, al nostro giornale dove Mori veniva etichettato nella sostanza, inadeguato a guidare la Pietrasanta del futuro.
L’ex sodale di Giunta reclama spiegazioni, il primo cittadino incalza, «rivendico la mia libertà d'opinione: penso che non hai la stoffa per fare il sindaco. E in fondo di cosa ti sorprendi: mi sono limitato a ripetere quello che tu avevi detto, qualche settimana fa, del sottoscritto» ribatte Lombardi prima di recarsi in municipio per recuperare alcuni documenti, riprendersi dagli affanni della lite e poi volare, discretamente turbato dall’episodio, verso New York dove lo attende una settimana all’insegna dell’arte.
In municipio ci va anche Mori, ma per chiarirsi con il capo-gabinetto del sindaco, Maurizio Picchi. Anche qui il confronto, con i suoi strascichi a palazzo, non è all’insegna del “volemose bene”. «Mori mi ha cercato perché voleva spiegazioni su quanto ho dichiarato al Tirreno. Non ho avuto problema a ribadire il mio pensiero. Lite? Diciamo una bella discussione» precisa il sindaco, mentre l'ex numero due di palazzo si limita a confermare la “vivacità” dell'incontro mattutino senza volere però entrare nel merito. Anche se poi non si sottrae a dire la sua sul pensiero di Lombardi.
«Sono sempre stato leale in tutti questi anni, ma la verità è che lui mai si è fidato di me. Non so perché, ma fin dal primo giorno non si è proprio fidato: eppure ho sempre rispettato le direttive di partito e lo spirito di squadra della Giunta. E non ho mai fatto prevalere alcun personalismo. La verità è che voglio ringraziare Lombardi per l’esperienza di vice-sindaco che ho potuto fare al suo fianco. Dal punto di vista istituzionale ho imparato molto».
Perché, se non ha mai sentito la sua fiducia, è rimasto per quasi 5 anni in giunta?
«Nel 2012 scrissi una lettera al sindaco invitandolo, alla luce dei nostri rapporti, a riflettere sul mio ruolo. Già allora ero già pronto a farmi da parte. A quella lettera, Lombardi non mi ha mai risposto».
Le dimissioni, da vice-sindaco, del 23 ottobre scorso, si devono alla scelta del Pd di ricandidare Lombardi?
«No, perché il via libera alla ricandidatura è arrivato 10 giorni dopo. Più semplicemente, durante l'assemblea di partito, ero stato attaccato pesantemente, ancora una volta a livello personale, dal Sindaco. Impossibile continuare».
Vi siete definiti, l'uno con l'altro, inadeguati a guidare la città, dal 2015: che messaggio arriva, così dicendo, agli elettori del centro-sinistra?
«Non è così: Lombardi ha detto che sono inadeguato, ma non ha spiegato il perché. Il sottoscritto ha invece parlato di discontinuità per il prossimo mandato, di metodi, di programmi, di un modo diverso di amministrare la città. Lui ne fa una questione personale, io di progetti politici. E ai nostri elettori, così come al Pd e alla coalizione ribadisco che serve unità».
Ma Lombardi, e non solo Lombardi, hanno fatto capire che, in caso di primarie, voterebbero Viti: come risponde?
«Potrei replicare ricordando che il codice etico del nostro partito parla chiaro. Ma preferisco dire che, come ho sempre fatto, io avrei sostenuto Lombardi in sede di voto alle amministrative, pur non condividendo la sua ricandidatura. Nel 2010 ho ottenuto 512 preferenze personali ed il mio comitato, con un migliaio di voti complessivi, ha contribuito al successo di Lombardi. Un peso politico che mai ho fatto pesare, ma che è servito a farci governare».
Mori, la sua candidatura resta valida?
«Certo che resta valida: io vado avanti. L’epilogo di questo confronto sono le primarie anche se non so cosa potrà accadere nei prossimi giorni. L’importante è che prevalga la politica con al centro l'interesse della comunità e non i personalismi».
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