Il presidio
Centraline idroelettriche, inchiesta finita
Dopo la consultazione con i cittadini spetta alla Provincia esprimersi sugli impianti su Serra e Vezza
SERAVEZZA. L’inchiesta pubblica sul progetto delle centraline idroelettriche sul fiume Serra e Vezza si è conclusa con l’ultima audizione di lunedì sera. Siamo in dirittura d’arrivo: entro la fine dell’anno sapremo se verranno costruiti o meno i due impianti. La Provincia si pronuncerà sulla Valutazione di impatto ambientale, basilare per rilasciare la concessione delle acque per le centraline. Intanto lunedì sera è stata anche l’occasione per fare il punto su questo progetto d’iniziativa privata.
Le caratteristiche dei 2 impianti. Entrambi i progetti prevedono un punto di raccolta dell’acqua, attraverso una presa sul letto del fiume e vasca adiacente; tutto verrà interrato. Dalla vasca partirà un tubo di 120 cm di diametro, anche questo sotterrato, fino alle centraline idroelettriche. Una avrebbe la capacità di sviluppare 4 milioni e 300 mila kw all’anno (quella sul fiume Vezza) e la seconda circa 1 milione e 500 (Serra). L’opera di presa dell’acqua nel fiume Vezza sarebbe costruita all’altezza della frazione di Ruosina; a circa 3 km con un dislivello di 53 metri di altezza, sotto Palazzo Mediceo, sarebbe installata la centralina, dove poi l’acqua verrebbe rilasciata nel corso del fiume. Stessa cosa sul Serra – qui l’impianto è più piccolo – della Desiata, e dopo una tubazione di 1,2 km, l’acqua tufferà nella centralina (a Malbacco) con un dislivello di 54 metri. Gli impianti durante l’estate sarebbero fermi.
Chi vuole costruire gli impianti. Inizialmente la richiesta era stata fatta dalla Italbrevetti Spa. Poi ha cambiato ragione sociale e oggi si chiama Enel Project, con sede a Lucca. L’azienda spederà circa 8 milioni per costruire gli impianti: 6 per quello sul Vezza, e 1,5 l’impianto del fiume Serra. Recupererà il costo dell’investimento vendendo l’energia elettrica sviluppata dalle centraline alle società che gestiscono la rete elettrica.
Vantaggi per i residenti. Come una sorta di perequazione, l’azienda privata – in base al progetto iniziale - costruirà il tratto di fognatura nera da Ruosina a Seravezza per collegare tutte le utenze della frazione. Poi realizzerà un parco di piccole medie dimensioni sopra la cascata della Desiata, e altri mini interventi, e un altro piccolo parco sotto Palazzo Mediceo. Inoltre il Comune avrà un 3% degli utili del fatturato delle due centraline idroelettriche che sarà elargito non direttamente in denaro, ma con opere di manutenzione.
Rischi e criticità. L’inchiesta pubblica è stata un procedimento pubblico attraverso il quale anche le associazioni del territorio e i singoli cittadini hanno potuto esprimere le loro osservazioni. Le problematiche sottolineate sono quasi tutte collegate al deflusso minimo vitale, cioè una minima quantità d’acqua che gli impianti dovranno rilasciare nel fiume sempre. Secondo molti i calcoli fatti su carta non rispetterebbero la realtà del Serra e del Vezza. Ciò, se fosse vero, comporterebbe: mancanza di rotolamento dei solidi sul letto del fiume; deposito maggiore di marmettola dovuto a una minor capacità di lavaggio del letto fiume; poche opere di compensazione; poca fiducia nell’azienda costruttrice, in relazione anche ai monitoraggio degli impianti.
Tiziano Baldi Galleni
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