Il Tirreno

Versilia

I revisori: con le partecipate aggirato il patto di stabilità

di Donatella Francesconi
I revisori: con le partecipate aggirato il patto di stabilità

Sulle società, fin dagli anni 2000, sono state trasferite spese rilevanti di competenza comunale. Oggi si pagano le conseguenze di questa scelta

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VIAREGGIO. Ottantasei milioni e mezzo di disavanzo, comprensivi degli oltre 53 milioni di consuntivo 2012: lievitazione naturale, come da relazione dei Collegio dei revisori dei conti (Limberti, presidente con i colleghi Pucci e Suriano). Dato provvisorio, motivato da un’analisi che non lascia molte speranze.

I revisori dei conti hanno approfondito ulteriormente la “partita” società partecipate del Comune. In particolare continua il botta e risposta con la Viareggio Patrimonio dell’amministratore unico, Gianluca Ruglioni. Di fronte alle previsioni di riscossione indicate da Ruglioni per quasi 38 milioni i revisori avvertono: «Come rilevato dalla Corte dei Conti del Piemonte le previsioni, affinché le stime assurgano ad adeguato livello di attendibilità, “non deve trattarsi di un documento generico, basato esclusivamente su ipotesi di recupero di risorse finanziarie non suffragate da valutazioni puntuali, da un cronoprogramma validato e soprattutto che non tiene conto della situazione emergenziale dell’Ente e delle società partecipate”. Ma non solo: perché, fatte le dovute verifiche, la cifra indicata dalla Viareggio Patrimonio come stima per l’incasso «si ridurrebbe a 24 milioni e 636.631 euro». Ammesso che la stessa società - sull’orlo della liquidazione - riesca ad avere la dotazione organica necessaria, come richiesto, il parere dei revisori è che «nella migliore delle ipotesi per gli incassi delle somme stimate saranno necessari diversi anni». Così che per i prossimi bilanci queste non potranno che essere entrate “straordinarie” «con esigua possibilità di supportare il bilancio corrente con riguardo della spesa consolidata». Insomma: dalle stelle alle stalle per il “tesoretto” da 103 milioni che Ruglioni aveva scovato a sorpresa con l’avvento del segretario comunale Antonio Salonia.

Il giudizio sulla galassia di società creata dal Comune di Viareggio è, finalmente, la verità: l’effetto è stato quello di avere «effetti contrari a quelli richiesti e auspicati». E non è stata questione di congiuntura astrale sfavorevole. Perché - scrivono ancora i revisori - «tali operazioni sono state messe in atto per aggirare il patto di stabilità che altrimenti non si sarebbe rispettato, trasferendo sin dall’inizio alle partecipate spese rilevanti che erano di competenza comunale». A che punto siamo? Al punto che grazie a «alla mancanza di controllo delle proprietà torna difficile parlare di efficienze, efficacia ed economicità». I revisori sottolineano in particolare le situazioni di Viareggio Patrimonio, Viareggio Versilia Congressi e Viareggio porto.

Per concludere che le situazioni di criticità e di illiquidità da parte del Comune e delle principali società ed organismi partecipati denotano gravi difficoltà, talvolta emergenziali, da non consentire una corretta gestione delle spese di funzionamento delle stesse partecipate e della cosa pubblica».

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