Il presidio
Vincenzo Saetta di nuovo in carcere
Insieme al genero Alessandro Ciccone è accusato di tentata estorsione per riscuotere denaro legato allo spaccio di cocaina
VIAREGGIO. Vincenzo Saetta torna in carcere. L'uomo, sospettato di essere una delle figure di riferimento della camorra in Versilia, è stato arrestato ieri mattina all'alba insieme al genero Alessandro Ciccone per una storia in cui si intrecciano spaccio di droga ed estorsioni. Anche se, almeno in questo caso, sull'episodio non sembra aleggiare l'ombra della criminalità organizzata.
Per gli uomini del nucleo operativo dei carabinieri di Viareggio, infatti, Vincenzo Saetta, quarantatré anni, residente in via di Montramito e con un lungo elenco di precedenti alle spalle che vanno dall'associazione a delinquere alla rapina, insieme al genero Alessandro Ciccone avrebbe minacciato e malmenato un professionista viareggino quarantenne che aveva contratto con quest'ultimo un grosso debito per alcuni acquisti di cocaina.
In buona sostanza, la vittima della tentata estorsione aveva ripetutamente acquistato droga dal Ciccone (che, oltre al reato di estorsione, deve rispondere anche dell'accusa di spaccio) anche quando non aveva denaro per pagare. E così, una volta accumulati alcune migliaia di crediti, Alessandro Ciccone ha deciso di passare all'incasso. Con le buone o con le cattive. E così, dopo qualche avviso non proprio bonario, ha deciso di passare alle vie di fatto. Aiutato dal suocero Vincenzo Saetta, padre della sua compagna, Ciccone ha affrontato a più riprese la sua vittima - un professionista viareggino impegnato nel settore dell'informatica - facendogli capire che non aveva più alcuna intenzione di aspettare. E in alcune circostanze i due sono andati ben oltre le minacce. Come quando Saetta e Ciccone hanno pubblicamente affrontato il loro debitore prendendolo a schiaffi per strada. Oppure quando il Saetta, dopo una serie di esplicite minacce, ha mandato in frantumi il tablet della loro vittima.
Il ruolo di "riscossore crediti" per conto del genero, però, non sarebbe legato soltanto questi singoli episodi. I carabinieri scrivono infatti che Vincenzo Saetta, consapevole di incutere uno spiccato timore nei confronti dei suoi interlocutori, non esitava ad agevolare Alessandro Ciccone nella gestione dei suoi affari nonché nella riscossione dei pagamenti. "Saetta - si legge - era solito intervenire personalmente nel caso vi fossero ritardi nei pagamenti dello stupefacente, minacciando pesantemente ed aggredendo fisicamente i cattivi pagatori".
L'inchiesta dei carabinieri ha fatto venire alla luce anche un vasto giro di traffico di cocaina con almeno trecento compravendite di stupefacenti certificate da gennaio ad oggi, per un giro d'affari minimo di almeno 20-30mila euro (ciascuna dose da mezzo grammo veniva venduta ad un prezzo che si aggira intorno ai 40 euro). "Ma quello che siamo riusciti a monitorare - hanno spiegato il comandante della compagnia dei carabinieri di Viareggio, Massimo Amato, e la comandante del nucleo operativo Tamara Nicolai - è certamente la punta dell'iceberg".
Ieri mattina il blitz. Con i carabinieri che sono andati a prelevare i due direttamente nelle loro abitazioni: Vincenzo Saetta nell'attico di via di Montramito dove vive, Alessandro Ciccone nel suo appartamento al quartiere Malfatti alla Migliarina. I militari hanno inoltre perquisito due attività commerciali di proprietà della famiglia Saetta: un negozio di abbigliamento e un parrucchiere entrambi nel centro cittadino. Entrambe le perquisizioni, però, non hanno dato esiti.
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