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Versilia

Gaia, è guerra sui conguagli. Per i consumatori sono illegittimi

di Gianni Parrini
Gaia, è guerra sui conguagli. Per i consumatori sono illegittimi

Il debutto della nuova bolletta suscita critiche per i rincari e i consumi presunti. Le associazioni che tutelano i clienti: «Le somme pregresse sono prescritte»

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VIAREGGIO. Doveva essere una bolletta più semplice da leggere (e comprendere) ma a quanto pare le cose sono andate in tutt’altro modo: tra consumi stimati difficili da verificare e aumenti incomprensibili (o inesigibili?), l’arrivo delle nuove bollette dell’acqua di Gaia sta suscitando un vero e proprio pandemonio in tutta la Versilia.

Per una strana eterogenesi dei fini il debutto della rinnovata fattura – che gli ideatori non a caso hanno voluto chiamare “Chiara” – ha suscitato clamori opposti a quelli previsti. Colpa in particolar modo di due questioni: l’impossibilità di verificare i propri consumi (manca l’ultima lettura reale del contatore) e i conguagli legati alle partite pregresse. Dopo le numerose segnalazioni arrivate in redazione da parte di cittadini a dir poco arrabbiati, abbiamo consultato le associazioni dei consumatori e di cose interessanti ne sono venute fuori parecchie.

Partite pregresse. L’avevamo annunciato qualche settimane fa: da qui al 2018 i cittadini dovranno versare 42 milioni di arretrati per le tariffe non aggiornate in passato. Il recupero delle cosiddette “partite pregresse” è iniziato con le bollette arrivate in questi giorni. Sui rincari ce l’ok dell'Autorità idrica toscana (Ait) che ha riconosciuto a Gaia l'adeguamento tariffario dopo aver analizzato gli investimenti realizzati, i costi di gestione sostenuti, i mutui pendenti e i ricavi ottenuti. Sulla base di questi fattori ha quantificato l'ammontare dell'adeguamento, che serve a "pareggiare" conti che non stavano più in equilibrio a causa di una riduzione dei consumi per effetto della crisi. Ma vedendo spuntare una nuova voce i cittadini hanno storto il naso. Anche perché non c’è una riga in cui si spieghi di cosa si tratta.

E la prescrizione? «Quelle somme sono inesigibili – afferma Giuseppe Minio, del Movimento consumatori della Versilia – Non si tratta di rincari ma di veri e propri conguagli su bollette che l’utente ha già pagato. In pratica, l’Ait si è resa conto che le tariffe applicate dal 2006 al 2011 erano troppo basse e quindi consente a Gaia di recuperare il denaro caricandolo sulle fatture degli anni a venire». Secondo il Movimento consumatori si tratta di una pratica in contrasto con la normativa sulla prescrizione: «Il rapporto con la clientela è di natura privatistica – spiega Minio – si tratta cioè di un contratto tra le parti e pertanto dovrebbero valere, anche per il servizio idrico, le norme di diritto privato in materia di prescrizione. Vale a dire che dopo 5 anni quelle somme non sono più esigibili. In pratica, Gaia può ricalcolare le fatture fino al settembre 2009, ma per il 2006, il 2007, il 2008 e parte del 2009 non può più intervenire. Abbiamo già iniziato a contestare queste voci e invitiamo i cittadini a seguirci».

Il rebus dei consumi. C’è poi un’altra questione che sia il Movimento consumatori che Federconsumatori (che in questi giorni saluta dopo 8 anni Arturo Nitrini) sollevano in merito alla rinnovata bolletta: «Nella nuova grafica non è riportata l’ultima lettura del contatore. Si indica solo quella stimata a meno che non sia stata fatta una lettura reale di recente. In questo modo il cittadino non riesce ad avere contezza dei suoi consumi e, fattura dopo fattura, si ritrova a pagare sulla base di sole stime. Certo, se uno volesse fare delle verifiche può richiedere a Gaia il dato dell’ultima lettura effettuata e farsi due conti. Ma in questo modo si rischia di sforare il termine dei 20 giorni per il pagamento. E nel caso la contestazione si rivelasse infondata il cittadino dovrebbe pagare 30 euro di spese legali più gli interessi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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