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Quaranta giorni di attesa per il verdetto
Dopo la richiesta di condanna dei tre imputati il tribunale ha fissato al 29 ottobre l’udienza finale
DAL NOSTRO INVIATO A GRASSE. L'accusa chiede la condanna del medico e delle due infermiere che, il giorno prima della sua morte, avrebbero dovuto allarmarsi per le condizioni di salute di Daniele Franceschi. Le difese dei tre imputati chiedono invece che vengano assolti perché avrebbero agito con scrupolo professionale e senza negligenza. La parola finale sul processo per la morte dell'operaio viareggino trovato cadavere il 25 agosto di quattro anni fa nel carcere di Grasse dove era stato rinchiuso per una vicenda di carte di credito clonate verrà scritta il prossimo 29 ottobre, giorno in cui il presidente della Corte del Tribunale correptionel di Grasse, Marc Joando, ha fissato l'udienza durante la quale sarà letto il verdetto. Più di un mese di tempo che il giudice francese si è preso insieme agli altri due componenti della giuria per esaminare gli atti e le perizie raccolte negli ultimi due intensi giorni di dibattimento.
Naturalmente, così come avviene in Italia, il processo non potrà dirsi ancora chiuso con la lettura della sentenza. Sia difesa che pubblico ministero potranno infatti ricorrere in appello. Nel qual caso il processo si sposterà alla Corte d'Appello di Aix-en-Provence, competente per giurisdizione.
Ma c'è un'altra partita che dovrà prima o poi giocarsi in separata sede. E si tratta del risarcimento a cui – se i tre imputati dovessero essere giudicati colpevoli – avranno diritto i familiari di Daniele Franceschi. Per questo processo si sono costituiti come parti civili Cira Antignano, madre di Daniele Franceschi, il fratello Tiziano Franceschi, la cugina Maria Grazia Biagini, l'ex moglie Veronica Panconi e il figlio Edoardo Franceschi. A rappresentarli di fronte al Tribunale di Grasse sarà l'avvocato francese di origini italiane Luc Febbraro, coadiuvato dai legali italiani Maria Grazia Menozzi e Aldo Lasagna.
In questa prima fase del processo l'avvocato Febbraro non ha monetizzato per le parti alcuna richiesta specifica, ma anche se i risarcimenti nell'ordinamento francese sono molto meno sostanziosi che in Italia, non c'è dubbio che si aprirà anche questo secondo fronte. (c.v.)
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