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Il Parco multa i locali: sono un pericolo per gli animali notturni
Oltre mille euro la sanzione che ha già colpito il Maki Maki Ed altre sono in arrivo per tutte le attività del Vialone
VIAREGGIO. Musica, luci tipo discoteca, il “fumo” colorato che si alza a fare serata: gli animali selvatici del Parco naturale non gradiscono. Ed i locali della Darsena si ritrovano la maxi multa (1.300 euro) dopo i sopralluoghi delle guardie del Parco del presidente Fabrizio Manfredi che, da assessore all’urbanistica del Comune di Viareggio, a suo tempo proprio la nascita di queste realtà imprenditoriali autorizzò. In Darsena come sulla Marina di Torre del Lago.
Le multe arrivate a fine estate - il primo è stato il “Maki Maki” che l’ha ricevuta il 22 agosto - sono l’ennesima puntata della impossibilità di far convivere le attività turistiche, come sono strutturate, ed il Parco con la sua fauna e la sua flora. Considerando - va detto senza niente togliere alle regole e alle inchieste aperte - che un’altra andrebbe aggiunta, ,anche se nessuno si agita più di tanto se sulla spiaggia della Lecciona si creano discariche di rifiuti, come si è visto nel corso di questa estate. Plastica, soprattutto, che fa altrettanto male agli animali.
Detto ciò, le guardie del Parco hanno passato in rassegna viale Europa by night. E quello che hanno trovato li ha portati ad intervenire a tutela della fauna che non trova pace ad un passo dalla movida. Disturbata dentro tane nidi al punto da non poter condurre la normale esistenza naturale (riposo notturno della fauna omeoterma ed ectoterma, l’attività dei predatori e dei rapaci notturni, nidificazione).
«Ho già un processo in corso per danno ambientale - è la voce di uno dei due titolari del “Maki” - e questa è l’ennesima “tegola”. La nostra convivenza con il Parco ha dell’assurdo. E se penso che cosa accade la notte tra spiaggia e pineta, con gli accampamenti degli stranieri, i fuochi accesi, i rifiuti, mi chiedo se davvero il problema siamo noi...». Per quanto riguarda i rilievi mossi dal Parco, Emiliano Cerri ci tiene a specificare che «il “fumo” di scena non è il nostro, ma del “Buffalo”. E lo sanno tutti. Certo: basta un po’ di vento e si spande. Ma nelle nostre serate non lo utilizziamo. Così come ci teniamo a non “sparare” le luci che cerchiamo di tenere molto basse. E per quanto riguarda la musica abbiamo ormai da tempo un impianto “a pioggia” certificato». E va detto che il “Maki” quasi fin da subito ha fatto questa scelta, quando il sindaco Lunardini firmò la delibera che allungava gli orari della movida per i locali che avessero questo tipo di impianti».
Sulla questione interviene anche Esmeralda Giampaoli, presidente di Confesercenti Versilia e titolare di un locale sulla Marina di Torre del lago: «Era già successo proprio a Torre del Lago. I termini della questione convivenza locali-Parco non si sono spostati nel corso di questi anni. Il problema è che bisognava in qualche modo prendere di petto la situazione, cose che non è stata fatta. E solo così sarebbe stato possibile capire come trovare un punto di equilibrio tra compatibilità ambientale ed attività turistiche. Oggi, invece, si viaggia a vista...».
Certo, la acque agitate in cui naviga da mesi l’amministrazione del sindaco Betti - che ha “imbarcato” anche la lista “Viva Viareggio Viva” che esprimeva proprio la rappresentanza dei locali viareggini - non ha aiutato. Ma il Parco - che è finito dritto a suo volta nelle vicenda giudiziaria legata agli spettacoli 2013 poi saltati a Torre del Lago - non si può dire sia stato di stimolo là dove il Comune non è riuscito da imbastire quel dialogo sul quale aveva puntato come elemento di forza della campagna elettorale.
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