Il presidio
Nuova vita per l’antico zoo di Forte dei Marmi
Villa Oasi è stata acquistata da una famiglia italiana: sarà ristrutturata sulla base di un progetto dell’architetto Pacini
FORTE DEI MARMI. Una nuova vita per villa Oasi, un tempo il piccolo zoo di Forte. La storica proprietà è infatti stata da poco acquistata da una famiglia italiana, e i tre edifici che la compongono stanno per essere recuperati. La notizia ha destato qualche preoccupazione tra i fortemarmini: «Le strutture saranno prima abbattute o soltanto ristrutturate?» si chiedono in molti. In particolare ad interessarsi del caso, dopo un dibattito che si è acceso sulla pagina Facebook "Fortemarmini nel mondo", sono state le due animatrici dell’associazione Galatea Versilia. «Sapevo che anni fa si erano interessati di questa villa i russi – ci spiega Stefani Neri, che insieme a Tessa Nardini è autrice del libro “Torre di Venere. Vita, morte e miracoli al Forte dei Marmi” - Ma l’operazione poi non è andata in porto. Adesso i cognomi che appaiono sul cartello dei lavori sono italiani. Questa villa, dal punto di vista architettonico non è poi così importante, ma ha invece molto valore per l'immaginario collettivo di Forte dei Marmi, in particolare per coloro che abitavano in Caranna e a Roma Imperiale. Era come un piccolo zoo dove i genitori portavano i bambini. Infatti, un tempo la villa e il terreno che era molto più grande e comprendeva anche quello che oggi è il "Percorso vita" erano di un certo Paladini che per lavoro girava il mondo, e qui all’Oasi aveva portato molti animali, anche esotici». Nella villa c’era anche un leone e c’è chi racconta che il vecchio proprietario fosse stato visto a passeggio a Forte con un ghepardo. La villa si trova in via Raffaelli a Roma Imperiale, e ad oggi i residenti sono preoccupati per il suo futuro. Fino a circa un anno fa la villa era addirittura di proprietà del Tribunale di Lucca – scrivono Neri e Nardini – e fino ad oggi la casa si trovava in stato disastroso. «È un edificio a un piano, bianco e dal sapore orientaleggiante, particolarissimo rispetto al contesto fortemarmino - si legge in Torre di Venere - Voluto da Alessandro Paladini, personaggio estroso nato ad Alessandria d’Egitto a inizio secolo».
Ma sul progetto per la villa arrivano le rassicurazioni da chi lo ha curato. «Il fabbricato tornerà identico a prima - spiega l’archietto Marco Pacini - non si può parlare di restauro conservativo, a causa soltanto del degrado in cui era ridotta la struttura e per l’adeguamento alle norme antisismiche. Siamo in regola con i permessi rilasciati dal comune, e voglio tranquillizzare tutti che ricostruiremo la stessa villa con la stessa architettura. Faccio presente che si tratta di un edificio B2, cioè di nessun valore storico: è il consiglio comunale che ha deciso di classificarlo come tale. Quindi volendo lo potevamo demolire, ma non lo faremo: lo ristruttureremo dandogli il fascino e la qualità di un tempo».
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