Il Tirreno

Versilia

A Viareggio serve il porto subito

A Viareggio serve il porto subito

Maurizio Balducci (Overmarine) esamina la crisi. E intanto ha venduto un Mangusta a Zanetti, il re del caffè

3 MINUTI DI LETTURA





Maurizio Balducci, ad di Overmarine, al secondo giorno di mostra si dice soddisfatto.

«Abbiamo visto movimento, vediamo tornare i russi. Possiamo dirci soddisfatti».

Massimo Perotti, presidente di Ucina, sostiene che dopo 5 anni di bilanci giù, per la prima volta il 2014 potrebbe vedere un segno più. Tenendo presente che la situazione, dall’aprile scorso è di nuovo in stagnazione.

«Parliamo di interesse e di riscontri positivi in questi primi giorni di salone – commenta Balducci – ma dobbiamo capire cosa ne sarà della nautica italiana. Rispetto agli anni ante 2008 abbiamo perso, come comparto, fino al 75% dei fatturati. La domanda che mi pongo è questa: torneremo ai dati ante 2008, oppure la situazione attuale sarà quella definitiva. Ovvero quegli anni felici che vanno dalle fine dei Novanta al 2008 non torneranno più».

Una domanda angosciante non tanto per il singolo cantiere ma il settore al completo. Pensiamo a Viareggio. Per ripartire ha bisogno che riparta la Darsena perchè il turismo più di tanto non può più dare.

«C’è necessità di sistemare tutto il sistema degli approdi – ricorda Balducci – di rilanciare il porto, ma subito. Si parla degli arabi, ma anche se l’affare andasse in porto serviranno almeno 5 anni prima di vedere il porto. Le nostre necessità sono più impellenti». Balducci non è un’ottimista nato. Ma nutre fiducia sul cantiere che ha imposto al mondo gli open dalle grande performance.

«Abbiamo visto tornare dei clienti che magari avevano abbandonato gli open per barche più rilassanti. Ma stanno tornando velocemente da noi. Perchè può essere noioso trovarsi in mezzo ad una tempesta e non avere la potenza per allontanarsi o scansarla ».

Fra i clienti super vip dei Mangusta l’ultimo è stato .Massimo Zanetti, ovvero il patron della Segafredo. Zanetti, già presidente del Bologna calcio, uno dei re del made in Italy. La notizia è rimbalzata dalla Darsena e Balducci non può che confermarla.

E il caso Russia? Per i cantieri rischia di essere un problema. «Gli americani applicano le sanzioni tanto loro con la Russia di Putin commerciano poco. In più la Russia ha reagito chiudendo i mercati. La patata bollente resta a noi europei, compresi gli italiani. Vediamo già quello che succedendo al parmigiano-reggiano. Venendo alla nautica, la Russia sta diventando un cliente importante per il nostro mondo. La tensione per l’Ucraina è alta, loro al momento stanno alla finestra».

Ma al sensazione che si ha in Costa Azzurra, fuori e dentro il salone, è che i russi non se ne siano andati, anzi, che la loro presenza sia massiccia e ben vista. I francesi fanno meno gli schizzinosi dei vecchi fortemarmini che guardano Ivan e Josip dall’alto in basso.

E così anche alla conferenza stampa di mercoledì al Martinez i vertici di Azimut Benetti nutrivano una certa preoccupazione sulla Russia.

E allora si punta sulla Cina. «So! Dalian», il primo centro internazionale della nautica nella Cina del Nord si è presentato alla stampa occupando mezzo Majestic/Barriere, uno dei grand palace della Croisette.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani