I revisori: non si sta intervenendo sul maxi disavanzo
VIAREGGIO. La situazione finanziaria del Comune «si aggrava giorno dopo giorno, in assenza di atti ed iniziative certe». È la voce dei revisori dei conti del Comune, nell’ultimo verbale, datato 5...
VIAREGGIO. La situazione finanziaria del Comune «si aggrava giorno dopo giorno, in assenza di atti ed iniziative certe». È la voce dei revisori dei conti del Comune, nell’ultimo verbale, datato 5 settembre. Un verbale che i revisori specificano di aver inviato alla Procura generale della Corte dei Conti, preso atto che «nessuna indicazione risulta assunta dall’amministrazione in merito alle modalità da seguire per fronteggiare il disavanzo 2013 pari a 53.084.824,69 . E che nessuna iniziativa risulta assunta per adottare le misure correttive richieste dalla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti con la delibera 89 del 22 luglio 2014». Delibera che impone una risposta entro il 22 settembre a come ripianare i nove milioni di disavanzo 2012.
Il sindaco Betti non ha preso bene il nuovo verbale. Ed in serata ha risposto: «Le scadenze ricordate dai revisori ci sono ovviamente ben note ed in tal senso stiamo lavorando con tempi il più possibile serrati». Come fare è il dire costante dei giorni post approvazione del consuntivo 2013 per un solo voto: «Sindaco e assessore al bilancio, proprio in questi giorni, stanno procedendo ad una verifica delle voci di entrata e di quelle di spesa, capitolo per capitolo, proprio per verificare i margini, le modalità e le tempistiche di un riequilibrio del bilancio del Comune».
Riequilibrio che il segretario generale del Comune, il nuovo “acquisto” Antonio Salonia, vede possibile - così si è espresso da quando ha messo piede in Municipio - attraverso la vendita dei beni di quella che va definendo, come trapela da radio Municipio, una città ricca. E, per la precisione, la società Viareggio porto (per la quale in questi mesi sono stati definiti contorni ben precisi con un fondo di investimento estero come da documento reso noto dal “Tirreno” nei giorni scorsi), i diritti di superficie della Passeggiata, i palazzi della cultura, gli impianti sportivi. E così elencando. Con buona pace della relazione frutto dell’attività ispettiva del ministero dell’economia, dove in ogni riga si legge che mettere alienazioni in bilancio prima di averle realizzate è illegittimo oltre che da maxi buco.
Ma Viareggio è assuefatta alle voragini. Come mette bene in evidenza l’ultimo verbale dei revisori “nato” dall’ultima verifica con la Viareggio Patrimonio del presidente Ruglioni. Dei 27 milioni che la società deve al Comune non si vede traccia. E non solo: «La Patrimonio - si legge - ha trattenuto, nel solo esercizio 2013, 8 milioni e 228.209 euro, al di fuori da ogni possibile controllo da parte nostra - scrivono i revisori - che obbliga a rilevare la conferma del persistere delle grave irregolarità di trattenere le somme riscosse di spettanza del Comune nel 2013 in modo consistente». Nel senso del 54,55% in più dell’importo al 31 dicembre 2012. Così che i revisori scrivono: «La continuazione della prassi instaurata rappresenta una grave irregolarità che rispetto al passato accentua la sua azione negativa ed apre uno scenario tutto nuovo. In quanto le condizioni finanziarie della società non consentono in alcun modo di restituire al Comune la somma di 27 milioni e 124.660,39 euro alla data del 31 dicembre 2013».
A questa cifra e al suo mancato ritorno in Municipio, si somma la perdita di oltre 14 milioni che la società ha e che l’ha portata a non restituire all’Ente quanto riscosso dai tributi. Cosa è successo è ormai chiaro: a fronte di un contratto di servizio tra Comune e Viareggio patrimonio pari a sei milioni l’anno, la società operava per conto dell’Ente per cifre ben più elevate. Un punto, questo, che fa ritenere ai revisori dei conti di avere motivo di «sollevare preoccupazioni e dubbi legittimi sulle procedure seguite, per accertare se in taluni casi si siano aggirate le norme riconducibili al rispetto dell’economicità, efficacia ed efficienza delle scelte fatte».
Il presidente dei revisori, Daniele Limberti, ricorda quanto messo in evidenza anche dalla relazione del Mef: quell’accordo del 2007 tra Viareggio patrimonio ed ufficio lavori pubblici che ha permesso a dirigenti e dipendenti di incassare la progettazione per il fiume di lavori che il Comune aveva caricato sulla Viareggio Patrimonio. Con il risultato che la progettazione se l’è caricata il Comune e il sistema creato, Limberti lo sottolinea, ha consentito a tanti di lavorare. Dentro e fuori il Municipio. (d.f.)
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