Il presidio
Ultimatum dei pescatori: dateci i nostri soldi
Se entro una settimana non sarà saldato l’indennizzo del 2013 non rispetteranno il fermo pesca
VIAREGGIO. Pescatori viareggini in agitazione a causa della mancanza- ad una settimana dall'entrata in vigore del fermo pesca per un mese - del saldo dell'indennizzo "barca" per il fermo biologico 2013 e la cassa integrazione in deroga per gli imbarcati (anni 2012 e 2013) che ammonta a circa 4-5mila euro a testa. Ieri mattina si sono ritrovati in porto di fronte ai loro 50 pescherecci che costituiscono la marineria più numerosa di tutto il Tirreno e all'unanimità hanno firmato un documento nel quale hanno deciso che, se entro questa settimana non arriveranno i soldi, domenica sera a mezzanotte andranno in mare ugualmente non rispettando il fermo pesca. «Siamo esasperati, perché rischiamo il fallimento delle nostre aziende - dice Juri Bertolucci, presidente di una delle cooperative viareggine -: l'imboccatura del porto - continua Bertolucci - con il continuo insabbiamento crea pericoli e limita in determinate giornate la possibilità di uscire dal porto. Il tempo brutto di questa estate ci ha fatto perdere circa 100 giorni di lavoro, rispetto ad altre zone. Alla fine i conti non tornano, rischiamo davvero di fallire. Non possono imporci un fermo pesca in un mese come settembre, dove se le giornate sono buone e il mare è calmo, c'è la possibilità di uscire e pescare». Salvatore Rosso, Elio Gaglio, Roberto Olivieri, rappresentano la Coldiretti: «Non va sottovalutato neppure lo stato di abbandono del mercato del pesce, lavoriamo in una situazione davvero di totale disagio oltretutto viene imposto un fermo pesca mettendo a rischio le nostre attività. Domenica sera noi usciremo ugualmente».
Roy Lepore
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