Il Tirreno

Versilia

Le aziende accusano: l’area del Portone in stato di abbandono

di Luca Basile
Le aziende accusano: l’area del Portone in stato di abbandono

L’ex presidente del consorzio Cip90 Tartarini: «L’amministrazione comunale è assente, puliremo da soli»

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PIETRASANTA. Rovi ovunque, cespugli che invadono i marciapiedi, segnaletica stradale inesistente, erbaccia alta mezzo metro e più negli angoli dei piazzali, sporcizia diffusa e degrado. Benvenuti al Portone, area artigianale che doveva essere il fiore all’occhiello della Pietrasanta del duemila e che invece «è un posto dimenticato da chi amministra. Da gennaio ad oggi non si è infatti visto un operaio in zona» denuncia Simone Tartarini, ex presidente del Cip90, il consorzio liquidato alcuni mesi fa e che per anni è stato riferimento per le ditte di questo spazio con vista sulla via Aurelia. «E qui - aggiunge - non è questione di soldi che non ci sono, come tutte le volte ripete da quattro anni e mezzo a questa parte il Sindaco, ma di un minimo di volontà a fare le cose. Con due giorni di lavoro si taglia l'erba e si ripulisce il tutto. Non resta che una soluzione: mettere mano al nostro portafoglio e curare direttamente la manutenzione minima, dallo sfalcio alla pulizia e a tutto il resto. Già, oggi, alcuni di noi lo fanno: siamo una quarantina di aziende qui, se il Comune latita, evitiamo quantomeno che il Portone diventi un grande cespuglio. Contro l'indifferenza dei politici, che però le tasse comunali le pretendono giustamente, l'unica risposta è fare da sé. Anche se non è giusto, anche se i costi finali sono sempre a carico dei cittadini e di chi lavora».

Sono parole amare quelle di Tartarini: «Il fatto curioso è che di recente, sempre il Comune, ha realizzato la nuova segnaletica stradale dalle parti della rotatoria del cavalcavia su via Unità d'Italia: bene, giusto, ma il tempo di accedere al Portone ed ecco che della segnaletica stradale non c'è più traccia. In sostanza questa è la terra di nessuno e se non si riescono a vedere gli incroci, gli stop e tutto il resto, non è evidentemente un problema. Un altro esempio? I terreni di quello che sarebbe dovuto diventare il Centro Servizi, sono invasi da rovi ed erba alta ben oltre il metro - terreno che appartiene ad un privato, ndr -. E ancora: in un angolo di un piazzale, da mesi, c'è una roulotte: poveri disperati che non hanno un posto dove andare, è evidente, ma questa è la fotografia dell'indifferenza. E del resto quando vedi un lampione pericolante da tempo, ma che non è oggetto di alcun intervento, carcassa di un'auto abbandonata nei piazzali, marciapiedi distrutti o scoppiati dalle radici, una viabilità interna compromessa dai rovi che invadono la carreggiata, cosa ti resta da fare se non pagare qualcuno e cominciare a pulire e sistemare per proprio conto? Il Portone è una grande occasione persa, si sente spesso dire, ma bene o male qui ci sono oltre 40 aziende che hanno il diritto, come tutte le altre aziende e i cittadini - prosegue Tartarini - di vedere tutelato il bene comune. E invece sono cespugli ovunque, sporcizia e degrado. Come ho detto, questa è la terra di nessuno. Salvo quando arrivano le cartelle delle tasse. Allora il Portone torna finalmente a vivere».

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