Il Tirreno

Versilia

La promessa di Betti «Il Carnevale 2015 si farà»

Ma a meno di 150 giorni dal primo corso i soldi non ci sono, né per il prossimo anno né per il buco sul 2014. La Regione pronta a dare una mano: oggi Rossi in Comune

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VIAREGGIO. «Il Carnevale di Viareggio si farà. Si deve fare». Lo dice il sindaco, Leonardo Betti. E anche se a meno di 150 giorni dal primo corso mascherato del 2015 - fissato per il primo di febbraio - non ci sono i soldi per chiudere il bilancio 2014 (servono almeno 900mila euro), non ci sono quelli per finanziare la manifestazione 2015, non c’è il bando per i carristi e, al momento, neppure un organo di governo della Fondazione in carica (dopo le dimissioni del presidente Stefano Pasquinucci e di quasi tutti i consiglieri), in Comune si vuole far prevalere l’ottimismo.

Rossi in Comune. Qualcosa di più sul come superare i non facili ostacoli sulla strada dell’amministrazione Betti, si saprà, forse, oggi: da Firenze è in arrivo il governatore della Toscana Rossi. Difficile credere che si presenti in municipio con una valigetta piena di quattrini. Ma di sicuro la visita si tradurrà nell’annuncio di un sostegno concreto per tirare fuori dai guai la Fondazione. Cosa che, in base ai progetti dell’amministrazione comunale, potrebbe anche significare cancellare la Fondazione stessa a favore di un unico ente di gestione di Carnevale e Pucciniano. «È un punto del nostro programma» conferma Betti. Anche se la strategia complessiva è poco chiara: prima si nomina presidente onorario della Fondazione un personaggio di spessore internazionale come Dario Fo e poi se ne ipotizzare la liquidazione.

I creditori alla porta. Liquidazione. Ecco cosa si prospetta per la Fondazione se non si troveranno i 900mila euro necessari a chiudere i conti del 2014. Soldi destinati a pagare i creditori dell’ente ovviamente pronti a bussare alla porta di palazzo delle Muse con decreti ingiuntivi alla mano. C’è tempo fino al 30 settembre per rimediare. Termine non perentorio ma quasi. Se il bilancio consuntivo non si chiude potrebbero finire all’asta i (pochi) beni posseduti dalla Fondazione tra cui le carrette dei carri del Carnevale. Per questo anche pochi giorni fa l’ormai ex presidente Pasquinucci aveva detto: «Se si va alla liquidazione non si fa il Carnevale». Le sorti dei corsi mascherati 2015 sono irrimediabilmente legate ai conti 2014. E i soldi per il 2014 non ci sono. C’è solo un’ipotesi da parte del Comune: «Incrementare il patrimonio della Fondazione attraverso contributi esterni» dice Betti. E su questo sarà determinante l’impegno della Regione.

Il Carnevale si farà? «Le potenzialità del Carnevale sono straordinarie, non posso credere che un Comune che con un milione e 400mila euro finanzia una manifestazione che ne produce almeno 20 voglia rinunciare a tutto questo» dice Pasquinucci. Vero. Lo ribadisce anche Betti. «Il Carnevale va fatto per la città, la sua economia e la sua immagine - dice - e Rossi ci darà una mano. È la dimostrazione che la politica, più di un commissario, ha quelle sensibilità e quei rapporti capaci di dare risposte alle nostre due manifestazioni principali, Carnevale e Pucciniano». Insomma la politica salverà Burlamacco. E su questo sembrano d’accordo anche i carristi che tramite il loro presidente, Fabrizio Galli, chiedono a Betti «una risposta rapida e decisa per ripristinare le condizioni tecniche, economiche ed operative per l'effettuazione del Carnevale 2015. Invitiamo i parlamentari di zona e i Presidenti di Provincia e Regione a fare squadra per arrivare finalmente alla legge sul carnevale. Vista la mozione sul Carnevale, approvata a luglio all'unanimità da tutte le forze politiche del consiglio comunale, chiediamo alle stesse di adoperarsi con senso di responsabilità, affinché gli impegni presi da tutti, vengano mantenuti».(v.l.)

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