Meteo
Tutte le illegalità rilevate dal ministero La Finanza indaga
Al lavoro da domani sulle ipotesi di danno erariale conseguenti all’ispezione e alla relazione finale del Mef
VIAREGGIO. «Ai fini dell'accertamento di eventuali responsabilità per danno erariale, la relazione viene inviata alla competente Procura regionale della Corte dei Conti»: scrive così Luciano Cimbolini, l'ispettore del ministero dell'economia che ha lavorato all'analisi dei conti del Comune di Viareggio, con riferimento - come previsto dalla legge - agli ultimi cinque anni (2008-2013). Alla Procura della Corte dei Conti, Cimbolini segnala in particolare 19 questioni nell'elenco allegato alla relazione che conta in tutto 23 "irregolarità". Diciannove questioni nelle quali metterà le mani la guardia di finanza che da domani - così la previsione - sarà in Municipio a ritirare ed esaminare i faldoni di documenti necessari alla verifica su delega della Procura dell’organismo di controllo contabile.
Entrate straordinarie. La prima è l' «anomalo utilizzo delle entrate straordinarie per finanziarie il disavanzo di amministrazione e quello di parte corrente». Cimbolini è netto quando scrive: «Queste modalità di copertura, sia dei disavanzi di pane corrente sia dei disavanzi di amministrazione pregressi, una volta che le previste entrate a copertura non si siano effettivamente realizzate (come accaduto nella maggior parte dei casi) hanno portato la situazione finanziaria dell'Ente completamente fuori equilibrio. Con un ammontare di spese correnti assolutamente non compatibili con la reale condizione delle entrate».
Il riferimento è alla continua presenza, nei bilanci del Comune, di entrate straordinarie che puntualmente non si realizzano. Appare evidente - continua l'ispettore - che «le descritte modalità di finanziamento dei disavanzi, oltre a porre in essere seri problemi di legittimità dei documenti attenzionati, siano sintomo molto significativo delle difficoltà di bilancio dell' Ente verificato». In altre parole: «Fino al 2011, il bilancio sostanzialmente si è retto su previsioni di entrata assolutamente straordinarie e connotate da un alto grado di aleatorietà. Queste previsioni di entrata, una volta dimostratesi irrealizzabili in sede di gestione, hanno avuto come naturale conseguenza il formarsi di ulteriori disavanzi, in un contesto nel quale erano già presenti dei deficit pregressi da finanziare». Si passa poi all' «erronea imputazione ai servizi per conto di terzi di entrate e spese di natura diversa dalle partite di giro che avrebbero dovuto trovare più corretta allocazione in altri titoli di spesa e di entrata del bilancio».
Partecipate. Cimbolini, nei mesi trascorsi tra le carte del Comune di Viareggio, ha riscontrato «gravi discordanze tra i residui attivi iscritti in bilancio e la loro effettiva riscossione, conseguenti al mancato versamento da parte delle società partecipate delle somme di cui sono debitrici a diverso titolo». Tutta aperta è ancora la partita con la Viareggio Patrimonio, il cui presidente Ruglioni - nei giorni scorsi - è tornato a rivendicare la necessità per la società di trattenere parte delle entrate. Con il risultato che il ragioniere capo, Salvatore Santoro, ha scritto alla Procura della Corte dei Conti.
Disavanzi non chiusi. Al punto 5 il Mef contesta il «considerevole disavanzo di amministrazione conseguente al ripetuto verificarsi di risultati di amministrazione di parte corrente negativi rispetto agli stanziamenti previsti per i fondi vincolati». Nella sostanza, «nel periodo preso in esame, l'amministrazione non è stata in grado di chiudere i disavanzi pregressi e di finanziare la parte corrente, né in modo sostanzialmente conforme alla legge. Né tantomeno in modo finanziariamente sostenibile». Si inserisce qui una delle operazioni dell'amministrazione Lunardini per chiudere il bilancio 2011: la riduzione del capitale sociale della Viareggio patrimonio per 4 milioni di euro. «L'operazione - scrive il Mef - appare chiaramente strumentale».
Tesoreria spolpata. L'analisi continua contestando la «costante situazione di precaria liquidità conseguente al ripetuto utilizzo delle anticipazioni di tesoreria e delle entrate avanti specifica destinazione, al quale non ha fatto seguito il successivo integrale reintegro». E non solo per il passato. Tanto che l'ispettore scrive: «L'importo massimo dell'anticipazione concedibile ordinariamente nel periodo 2011/2013 è stato rispettivamente di 25,1, 25 e 24.7 milioni di euro. Questo limite è stato eccezionalmente aumentato per l'anno 2013, e sino alla data del 31 dicembre 2013». Anticipazioni che sono finite a coprire anche i debiti fuori bilancio. A proposito dei quali la relazione del Mef esamina anche quello per l'acquisto di auto e moto della polizia municipale (a cura di Vincenzo Strippoli, oggi a processo), e scrive: «Assolutamente anomala, invece, appare la delibera di consiglio comunale 93/2009 avente ad oggetto il riconoscimento del debito fuori bilancio derivante dall'acquisto di veicoli per i servizi della Polizia municipale. Per l'acquisto di questa categoria di materiali (autoveicoli e motocicli appare assolutamente irregolare il ricorso alle procedure di somma urgenza». Procedura che per legge è ammessa «soltanto per lavori pubblici cagionati dal verificarsi di un evento eccezionale o imprevedibile». A tutto questo si aggiunge l' «illegittimo ricorso all'indebitamento per finanziare spese non di investimento, in quanto inerenti ad attività di manutenzione ordinaria».
Infine, vanno aggiunti ai rilievi la «mancata presentazione del conto giudiziale da parte di alcune partecipate (Viareggio Patrimonio, Erp, Mover)», le «criticità varie nella fase di accertamento delle entrate e di impegno delle spese in relazioni ai rapporti di servizio e finanziari con Erp Lucca», l' «errato accertamento di entrate riguardo la restituzione delle azioni della Viareggio porto», l' «anomalo riconoscimento da parte dell'amministrazione comunale di una caparra confirmatoria a favore di un privato per l'acquisto di una porzione di immobile» (parte della circoscrizione Marco Polo), la «stipulazione di un contratto di fornitura in assenza della previa verifica circa la convenienza economica con riferimento ai parametri qualità/prezzo previsti nell'ambito del sistema Consip» (il contratto con Focalia).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
