Il Tirreno

Versilia

All’inizio il cloro poi l’acido peracetico per oltre 25 anni

di Luca Basile
All’inizio il cloro poi l’acido peracetico per oltre 25 anni

L’ex dirigente Bacci, oggi assessore, spiega come funzionava la “pulizia” dell’acqua di mare: «Ho attuato indirizzi politici»

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PIETRASANTA. «Per molti anni ho proposto, alla parte politica, il finanziamento di progetti per effettuare sistematicamente il controllo degli scarichi abusivi lungo i corsi d’acqua e la proprietà dei sistemi di smaltimento liquami: proposte che però non sono mai state finanziate». Risucchiato nella polemica a margine dell'utilizzo, «sistematico ed improprio» parole del Sindaco, dell'acido peracetico durante gli anni del mandato Mallegni, Pietro Bacci - oggi assessore nella giunta Lombardi, fino al 2009 funzionario all'ambiente del comune di Pietrasanta - sembra mettere bene in evidenza ruoli e responsabilità del passato.

E così , dopo l'incontro di ieri mattina in municipio con lo stesso Lombardi - che dice «non esiste alcun caso Bacci in Giunta Se mi ha accennato ad eventuali dimissioni? Ma non scherziamo» - è proprio Bacci a spiegare quale era il suo compito da funzionario comunale.

«A Pietrasanta, nei primi anni '80, furono realizzati gli impianti di disinfezione con cloro di Fiumetto e Motrone su indicazione del “Presidio Multizonale dell'USL” per rispettare le prescrizioni della direttiva comunitaria sulla qualità delle acque del mare. Impianti convertiti, nel 1998, per essere utilizzati con l'acido peracetico, che era migliorativo rispetto al cloro sia come fitossicità che come eco compatibilità» spiega Bacci che aggiunge: «Dal 2005 al 2009 ho avuto delega di responsabilità all'ufficio ambiente: negli anni il Comune di Pietrasanta provvedeva alla tutela della balneabilità delle acque di mare grazie ad un sistema complesso per il cui funzionamento erano necessari sia gli indirizzi e la volontà della parte politica che l'attuazione gestionale da parte dei vari dirigenti e funzionari interessati. Nella mia posizione - prosegue Bacci - subordinata prima e di responsabilità poi, ho lavorato all'attuazione degli indirizzi provenienti dalla parte politica, sollecitando l'amministrazione a intensificare le analisi, a potenziare la repressione degli inquinamenti e a limitare l'utilizzo della disinfezione ottenendo, dopo anni di richieste, di passare dalla somministrazione del disinfettante a "calendario" a quella su interpretazione delle analisi».

In sostanza Bacci indica nella giunta Mallegni il referente dei provvedimenti in tema ambientale che poi lui stesso, da dipendente, applicava.

«Con la maggioranza Lombardi, una volta diventato assessore, nel caso particolare della balneazione, ho proposto quanto non avevo potuto realizzare come tecnico - evidenzia Bacci - con la precedente amministrazione. Abbiamo dunque deciso collegialmente di interrompere il sistema di trattamento delle acque interne alle foci, che di fatto "nascondeva" la situazione reale e rimandava la ricerca delle cause dell'inquinamento, per lavorare ad un progetto di monitoraggio e di miglioramento della qualità delle acque interne e marine».

Nel frattempo, dal coordinatore di Forza Italia, Alberto Giovannetti, arrivano parole dure nei confronti del Sindaco. «A parole boccia il ricorso all'acido peracetico, però Lombardi sa bene di averlo acquistato e utilizzato (quest'ultima circostanza è però negata dal sindaco, ndr) agli inizi del suo mandato. Ma dopo aver lanciato accuse di cui dovrà rispondere nelle sedi opportune e messo in difficoltà il suo assessore Bacci, che farebbe bene a dimettersi, oggi si trova a dover gestire l'ennesimo divieto di balneazione. Ed è questo il vero dramma per il nostro turismo».

A dimostrazione delle parole di Giovannetti ci sarebbero anche atti ufficiali relativi all’acquisto dell’acido sul cui uso proprio ieri anche Arpat ha espresso le proprie perplessità: «l’acido peracetico cancella i batteri fecali - spiega Arpat - spia di altri patogeni, ma non altri agenti patogeni, come ad esempio, la salmonella».

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