Viareggio Patrimonio, assemblea rinviata
VIAREGGIO. Aggiornati alla settimana prossima (10 settembre): è finita così l’assemblea della Viareggio Patrimonio, società interamente pubblica al centro del rebus conti del Comune. «Venerdì faremo...
VIAREGGIO. Aggiornati alla settimana prossima (10 settembre): è finita così l’assemblea della Viareggio Patrimonio, società interamente pubblica al centro del rebus conti del Comune. «Venerdì faremo un’ulteriore verifica con i revisori dei conti - dichiara Lorenzo Bertoli, assessore al bilancio, al termine della riunione -: prima di prendere qualsiasi decisione deve essere completata la ricognizione delle partire tra Comune e Viareggio Patrimonio».
Il cui presidente, Gianluca Ruglioni, in una lunga relazione ha affermato che è l’amministrazione comunale che gli deve gli indirizzi sul che fare della società che ha molte competenze, oltre la riscossione. Ma è qui il punto “caldo” dello scontro Comune-Patrimonio: perché per Ruglioni è una follia l’ipotesi di liquidare la società espressa dal ragioniere capo del Comune, Salvatore Santoro, dati alla mano. Perché - il dirigente su questo è netto - «continuare una gestione in perdita o rifare gli errori e le violazioni di legge del passato, ritengo non sia oltremodo tollerabile. Personalmente ritengo sia preferibile, a questo punto, mettere in liquidazione la società».
Società che conta 66 dipendenti, una parte dei quali assunti con la vicenda passata alle cronache come “parentopoli” che vide le scuse alla città dell’allora sindaco Marco Marcucci (Pd): in caso di dissesto, come accaduto ad Alessandria, chi risultasse assunto con una procedura contestabile sarebbe passibile di licenziamento.
La situazione della Viareggio Patrimonio appare - nello snocciolare i conti , uno dietro l’altro, di Salvatore Santoro - un lungo serpente di irregolarità che si trascina dalle origini della società ad oggi. «Chiedo formalmente - è ancora Santoro a scrivere, con una posizione che è la stessa dei revisori dei conti dl Comune - che venga presentato un piano finanziario e/o di risanamento della Viareggio Patrimonio che dimostri la capacità della società di provvedere ad onorare i propri debiti con il Comune (e con gli altri fornitori) in un lasso di tempo ragionevole. E che dimostri che la società è in grado di raggiungere un equilibrio economico durevole nel tempo. Il Poa 2014 (Piano operativo aziendale, ndr) presentato non è, a sufficiente, mio parere, sufficiente. Né le rendicontazioni presentate hanno fatto chiarezza sulle inefficienze accumulate nel tempo».
Ma Gianluca Ruglioni punta ad inglobare il ramo della riscossione in un’altra società. Nel corso dell’assemblea è più volte tornato sull’ipotesi di una «sinergia Pisa-Lucca-La Spezia» e relative società di riscossione. Almeno per quanto riguarda a Pisa, titolare è la Sepi di cui lo stesso Ruglioni è amministratore delegato.
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