Il Tirreno

Versilia

Tra Franca e Giulio un’unione di ferro che dura da 70 anni

di Alessandro Bracci

Si sono sposati mentre i tedeschi presidiavano Pedona Oggi festeggiano e svelano: il segreto? Sapersi confrontare

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PEDONA. Settant’anni insieme: era proprio il 28 agosto del 1944 quando Giulio e Franca Bergamini, allora giovanissimi, convolarono a nozze. Sette decadi dopo, 90 anni lei e 96 lui, i due sono ancora insieme, uniti dalla stessa forza che li lega dal primo giorno di matrimonio. Vivono a Pedona in località Bastianella, circondati dall’affetto di figli, nipoti e pronipoti in una di quelle classiche e antiche corti familiari, dove tutti sono parenti. «Settant’anni sono tanti, ma è bello poterli vivere accanto ad una persona che ti vuole bene - dice Franca - Il sentimento è lo stesso di un tempo, anche se ogni tanto la pazienza può scappare...».

«Ma quanto parli?», borbotta la signora ogniqualvolta il marito si dilunga in qualche racconto. I classici battibecchi persistono anche dopo tanti anni di matrimonio, ma non hanno mai minimamente scalfito un amore nato e cresciuto passando attraverso l'orrore della guerra: «Ci siamo incontrati per la prima volta qui a Pedona: una volta tra paesani ci conoscevamo tutti. Ci siamo sposati nel 1944 a guerra in corso - prosegue la signora Franca - con i tedeschi che presidiavano il paese. Forse lo facemmo in maniera un po’ azzardata, ma all’epoca funzionava così. Non me ne pento assolutamente, ma con la testa di oggi, in mezzo a quella triste situazione, forse avrei aspettato». Giulio in tempo di guerra era un alpino e fu inviato a combattere anche oltre confine, nell’ex Jugoslavia. I suoi racconti sono ricchi e particolareggiati, la sua memoria perfetta: «Al tempo a noi alpini davano 40 centesimi al giorno, mentre le forze militari del regime fascista guadagnavano 5 lire. Combattemmo a lungo finché non alzarono anche il nostro salario a certe cifre. Non fu un’avventura facile, ma finita la guerra iniziai finalmente a vivere. Mi auguro che certi momenti in futuro non si ripresentino più».

Quattro figli tutti maschi per la “gioia” della signora Franca: «Con cinque uomini in casa serve veramente tanta pazienza», dichiara tra il serio ed il faceto. Quattro bambini da accudire e sostenere con il lavoro nei campi, con la necessità di assicurare loro un pasto caldo: «Io ero contadina - prosegue - mentre Giulio faticava facendo un po’ di tutto pur di portare la pagnotta a casa - dal taglialegna all’agricoltore». Durante il conflitto per mangiare ci si affidava anche al commercio dei prodotti fatti in casa come frutta, ortaggi e derivati dagli animali: «Senza tessera per i razionamenti non si mangiava e, anche con essa, non si aveva diritto a molto. Noi abitando in campagna avevamo la fortuna di sostenerci da soli e spesso rivendevamo parte dei nostri prodotti a chi ne aveva bisogno, anche grazie al mercato nero». Con risparmi e grossi sacrifici nel 1950 i due riuscirono a comprare casa a Pedona, dove abitano ancora oggi in compagnia di figli, nipoti e pronipoti. Ma come si fa a vivere così tanti anni accanto ad una persona senza stancarsi? «Bisogna rendersi conto che le incomprensioni tra due persone sono normali - dicono - Alla fine il metodo è uno solo: basta volersi bene e sapersi confrontare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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