Il Tirreno

Versilia

Senza stipendio alla Viareggio Patrimonio

Senza stipendio alla Viareggio Patrimonio

Il nodo da sciogliere è quello delle società partecipate ma il documento del Pd salva il passato

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VIAREGGIO. «Il notevole lavoro svolto dall'assessore Bertoli e le note al bilancio consuntivo (ma non solo) dei revisori dei conti mettono ben in evidenza che una delle cause del tracollo finanziario dell'ente è quella del groviglio inestricabile delle partecipate e la totale inefficacia (meglio sarebbe parlare di inesistenza) del loro controllo. Anche questa è una situazione incancrenita che viene da lontano nel tempo e tuttavia della quale si è presa la dovuta consapevolezza troppo tardi così come sostanzialmente rilevato anche dalla relazione al bilancio consuntivo dei sindaci revisori»: documento duro, quello inviato da Manuela Granaiola, in questi giorni, a sindaco, segretario regionale del Pd, segretario della Federazione Pd della Versilia, segretaria comunale del Pd di Viareggio. Mai parole furono più appropriate, visto che lunedì i lavoratori della Viareggio Patrimonio hanno atteso invano gli stipendi. Parole che sono state riprese dal documento approvato dall’assemblea del Pd, nel quale - però - i riferimenti al passato spariscono come per magia. Perché l’amministrazione di Marco Marcucci, che la galassia delle società partecipate ha inventato, deve uscire fresca come una rosa dal disastro del Comune di Viareggio.

Ed altrettanto “pulite” devono uscire le partecipate: se Granaiola, infatti, chiede di «definire il taglio consistente dei contratti di servizio Mover e Sea», il documento del Pd non osa. E si limita a scrivere: «Si dovrà procedere alla revisione di tutti i contratti in capo all'Ente, nonché alla revisione dei contratti di servizio Mover e Sea per consentire un risparmio per i cittadini».(d.f.)

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