Il presidio
In bicicletta da Seravezza fino a Roma a soli 13 anni
La sfida di Mattia Klepser che, accompagnato da un amico di famiglia, ha affrontato un viaggio di 450 chilometri: «Non vedevo l’ora di arrivare»
SERAVEZZA. Da Seravezza a Roma, lungo l'antica via Francigena con qualche piccola digressione e sosta in alcuni luoghi di particolare suggestione e bellezza. Un viaggio di quasi 450 chilometri: distanza accessibile per un qualunque automobilista, ma molto meno "normale" se la si percorre in sella ad una bicicletta da strada e per di più a soli 13 anni.
È stata questa l'impresa compiuta da due seravezzini, il tredicenne Mattia Klepser - giovanissimo studente delle scuole medie, da poco promosso nella terza classe alle scuole "Barsanti" di Pietrasanta - e l’amico, adulto, Antonio Lariucci
Sono partiti dalla Versilia una settimana fa (intorno alle 8.20 di giovedì 14 agosto) e sono giunti in piazza San Pietro, di fronte alla basilica papale, nella tarda mattinata di mercoledì.
Mattia, sorridente ed energico giovanotto, vive con i genitori nella frazione di Minazzana. Accantonando dubbi e paure si è unito come compagno di viaggio all'amico di famiglia seravezzino Antonio Lariucci partendo con lui proprio dalla piazza del duomo di Seravezza dopo aver ricevuto la benedizione del parroco don Bernardino.
«Antonio non è nuovo a viaggi di questo genere con la bicicletta - spiega Rossella, la mamma del giovane ciclista - aveva già compiuto questa tratta anni fa e addirittura, in passato, aveva fatto anche il percorso per Santiago di Compostela. Con mio marito lo conosciamo da tantissimo tempo ed è sempre stato un nostro caro e fidato amico, per cui gli abbiamo affidato Mattia sicuri che nostro figlio sarebbe stato in ottime mani. Più che altro - rivela - i miei timori erano riguardo la strada e gli incidenti che sarebbero potuti capitare, dato che non sono tutte piste ciclabili quelle che avrebbero percorso, e anche per il fatto che mio figlio non è un ciclista professionista e non si è allenato in modo particolare per questo viaggio».
L'idea dello sforzo fisico però non ha frenato Mattia dal suo proposito di vedere Roma per la prima volta, e di arrivarci pedalando. «Quando Antonio ci propose questo progetto, mesi fa - racconta la madre Rossella - Mattia ha risposto subito che gli sarebbe piaciuto moltissimo e il suo entusiasmo era davvero palpabile quindi, con la sicurezza che sarebbe stato sempre con Antonio, lo abbiamo incoraggiato. E ora che sono arrivati so che ne è valsa la pena: non ho parlato moltissimo con mio figlio, ma ho sentito subito che è stato entusiasta del viaggio e che si è divertito molto. In fondo - ammette - queste esperienze sono salutari e sono ricordi preziosi, anche per il suo futuro». I due "avventurieri" versiliesi non hanno infatti tenuto certo un ritmo da "corridori", ma anzi si sono concessi alcune soste strategiche a Siena (dove il 16 agosto hanno assistito al Palio dell'Assunta) e a Bolsena (dove hanno visitato il cimitero di guerra del Commonwealth). «È stato entusiasmante - racconta, mentre a Roma visitavano il Quirinale, Antonio Lariucci - e Mattia è stato bravissimo: i ritmi non erano altissimi ma non era facile fare un viaggio del genere senza allenamento. È stato molto tenace e determinato». «Vedere Roma e arrivarci in bici è la soddisfazione più grande - dichiara invece il giovanissimo seravezzino - non vedevo l'ora di arrivare: non c'ero ancora mai stato, ma ne è valsa davvero la pena».
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