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Acqua non potabile alle Dune Disagi per centinaia di utenti

di Alessandro Bracci
Acqua non potabile alle Dune Disagi per centinaia di utenti

LIDO DI CAMAIORE. È stata firmata ieri dal sindaco Alessandro Del Dotto l'ordinanza che impone la non potabilità delle acque nel complesso "Le Dune" di Lido di Camaiore. Tutto nasce da alcuni...

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LIDO DI CAMAIORE. È stata firmata ieri dal sindaco Alessandro Del Dotto l'ordinanza che impone la non potabilità delle acque nel complesso "Le Dune" di Lido di Camaiore. Tutto nasce da alcuni accertamenti dell’Asl che hanno riscontrato lo sversamento di acque insalubri in una cisterna di raccolta e distribuzione interna al complesso, la quale non fornirebbe le dovute garanzie igieniche. Nella zona, oltre all'omonimo hotel, si trovano numerosi appartamenti e attività commerciali, la maggior parte delle quali di distribuzione di vivande. La redazione del documento trae la sua ragion d'essere da un'intricata vicenda sorta agli onori delle cronache quasi per caso.

Gaia, azienda fornitrice dei servizi idrici comunali, ha riscontrato negli scorsi mesi un mancato pagamento proveniente dall'utenza privata del complesso lidese. Dopo vari avvisi e segnalazioni, l'azienda è passata, come da regolamento, all'interruzione del servizio, aspettando una reazione dell'utente "Le Dune srl", interessato dal blocco. Reazione che non è mai arrivata. Ciò ha insospettito Gaia, la quale ha ipotizzato che l’utenza si rifornisse da una fonte di approvvigionamento alternativa alla rete idrica comunale. L'azienda ha quindi segnalato la questione all’Asl che ha effettuato i controlli previsti per verificare la provenienza del possibile allaccio "abusivo".

I test hanno rilevato la presenza di una cisterna di raccolta non sigillata, la quale raccoglie sia acqua dell'acquedotto, sia pioggia e detriti di vario genere, ridistribuendola poi a tutto il complesso, tra cui un bar, una pasticceria, un ristorante, una piadineria e vari appartamenti . Nei prossimi giorni l’azienda sanitaria ratificherà i risultati delle analisi delle acque. Nel frattempo, già mercoledì ha disposto la sospensione dell'attività degli esercizi che usufruiscono dell’acqua non potabile: provvedimento immediatamente revocato appena i titolari sono corsi ai ripari rifornendosi tramite un'autobotte da 12mila litri. Soluzione temporanea, non proprio economica (circa 2.400 euro a rifornimento) e di non facile gestione: l'acqua sta già incominciando a scarseggiare.

Le responsabilità su morosità e fornitura di acque non potabili sono tutte da appurare, dato che proprietari e gestori dell'hotel (a cui esercenti e residenti facevano capo per i pagamenti della rete idrica) sono due soggetti differenti e, al momento, non reperibili. I legali di una delle parti in causa (la proprietà del complesso) sostengono la legittimità dell'allaccio, presente a loro dire da più di 30 anni, scaricando le colpe su Gaia.

«L'emergenza riguarda il solo complesso - precisa il primo cittadino Alessandro Del Dotto - e non l'acquedotto di Lido, conforme alle norme in materia. In estate- una vicenda del genere ci crea un danno notevole. Quando avremo acclarato i fatti ci tuteleremo di conseguenza, agendo in maniera debita verso i privati inadempienti».

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