Il Tirreno

Versilia

Muore 10 giorni dopo l’incidente in bici

di Claudio Vecoli
Muore 10 giorni dopo l’incidente in bici

Burlamacco piange Luciano Lucignani: era stato travolto alla Cittadella mentre rientrava a casa dal Carnevale estivo

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VIAREGGIO. Era andato alla Cittadella per assistere all'uscita dei carri in occasione dell'ultimo Carnevale estivo. Ma, quando poco prima delle 20 è salito in sella alla sua bici per tornare a casa, proprio alla rotonda di Re Carnevale dietro la Cittadella è stato investito da un'auto condotta da una turista fiorentina ed è rovinato sull'asfalto. Un incidente serio, ma apparentemente non così grave. Tuttavia quattro giorni dopo il suo ricovero all'ospedale Versilia, Luciano Lucignani, 87 anni da compiere il prossimo 31 ottobre, è entrato in coma. E da allora non si è più svegliato. Ieri mattina, nonostante un delicato intervento chirurgico alla testa al quale era stato sottoposto nei giorni scorsi nel reparto di neurochirurgia dell'ospedale di Livorno, il suo cuore ha smesso di battere.

Luciano Lucignani era un mago della cartapesta nel vero senso della parola. Anche se non aveva mai avuto l'ambizione di realizzare in proprio un carro o una mascherata, da oltre cinquant'anni lavorava a tempo perso negli hangar del Carnevale. Dapprima quelli di via Cairoli, a due passi dalla stazione ferroviaria, andati a fuoco in una notte di fine giugno di oltre 50 anni fa. Poi i baracconi di via Marco Polo. Infine i nuovi hangar della Cittadella, dove si era ritagliato un piccolo spazio all'interno di quello dei fratelli Bonetti e dove eseguiva i suoi piccoli capolavori. Ma Lucignani aveva lavorato con alcuni dei più grandi nomi del Carnevale: da «Bocco» Vannucci a Silvano Avanzini, da Nilo Lenci a Renato Verlanti. Ed era grande amico di tutti gli altri, a cominciare da Arnaldo Galli, con cui di recente era facile trovarlo a chiacchierare di Carnevale nel piazzale della Cittadella.

Con loro aveva imparato la tecnica della carta a calco, dando una mano alla realizzazione dei carri nel tempo libero che ritagliava poco prima dell'inizio del Carnevale al suo vero lavoro di rappresentante di gelati (era stato dipendente della Tanara prima e della Sammontana poi).

Poi aveva deciso di mettere a frutto quest'arte “in proprio”, realizzando dei mascheroni in miniatura che erano diventati dei ricercatissimi oggetti da collezione. Già, perchè pochi nel mondo del Carnevale avevano mani d'oro come lui. Soprattutto quando si trattava di realizzare oggetti di piccole dimensioni, laddove anche la cura del minimo particolare può fare la differenza.

Luciano Lucignani si era talmente specializzato in questo genere di opere in miniatura che la Fondazione Carnevale gli aveva commissionato l'esecuzione di molti dei riconoscimenti che venivano assegnati durante le cerimonie di premiazione. Ma tantissimi suoi pezzi unici si trovano in decine e decine di case di viareggini che amano il Carnevale: fra i suoi soggetti preferiti c'era sicuramente Re Carnevale, rappresentato nelle forme più svariate. Negli ultimi mesi stava lavorando alla riproduzione in bassorilievo di alcuni manifesti d'epoca realizzati da Uberto Bonetti, ma questo suo ultimo progetto non potrà mai vedere la fine.

Lucignani, poi, aveva anche una sua particolarissima “cifra stilistica”, visto che lasciava gran parte dei suoi lavori con la carta di giornale a vista, colorando soltanto i volti dei suoi personaggi o alcuni dettagli particolarmente significativi.

Negli ultimi anni Luciano Lucignani aveva dovuto affrontare due gravi lutti familiari. Nel 2012, nel giro di pochi mesi, aveva infatti perso sia l'amata moglie Sara “Titti” Miliani che la figlia Sonia, quest'ultima morta di leucemia. Due disgrazie che non aveva mai superato, nonostante la vicinanza del figlio Fabrizio, rientrato qualche mese fa appositamente a Viareggio dal Brasile per vivere al suo fianco (insieme abitavano al condominio Le Mimose, al quartiere Migliarina).

«Con lui - lo ricorda il presidente della Fondazione Stefano Pasquinucci - scompare un abilissimo scultore della cartapesta, collaboratore prezioso di grandi maghi del passato». E una delle memorie storiche della manifestazione più amata dai viareggini.

Adesso la sua salma è conservata nell’obitorio dell’ospedale Versilia, in attesa di una autopsia che servirà anche a chiarire meglio la dinamica dell’incidente (la polizia municipale cerca il medico che lo ha soccorso per primo proprio per comprendere il punto esatto in cui è avvenuto l’impatto fra l’auto e la bici di Lucignani). Per lui, su sua espressa volontà, non ci saranno funerali, ma il suo corpo sarà cremato a Livorno.

@ClaVecoli

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