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Briatore bacchetta la Versilia: la pioggia? È solo una scusa

Briatore bacchetta la Versilia: la pioggia? È solo una scusa

Il patron del Twiga di Marina di Pietrasanta interviene nel dibattito sulla crisi del turismo e punta il dito contro il “proibizionismo” e la mancanza di servizi

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La Versilia? «Se non cambia si va tutti a casa». Parola di Flavio Briatore, patron del Twiga beach club di Marina di Pietrasanta, per il quale il forte calo del turismo registrato negli ultimi anni non è certo colpa del maltempo. "Mancano strutture, servizi, idee. Tutto è stato bloccato dal proibizionismo imperante" aggiunge, sottolineando poi che ci sono rimasti solo "pony e macchinine". In un'intervista, pubblicata sulle pagine del "Corriere Fiorentino", Briatore spiega che "in Versilia e in Italia non si può fare niente. E la vacanza è diventata un'esperienza monacale". "Qui non si può costruire, qui servono permessi e contro permessi" prosegue assicurando che alle regole crede anche lui, "ma al proibizionismo no". Altrimenti i turisti vanno altrove anche, all'estero o nel Salento, "o anche in altre zone della Puglia che negli ultimi anni ha avuto un boom di preferenze".

La Versilia "una volta era un rifugio", ma oggi "tutto è diventato più flessibile e la gente va dove si spende meno e ci si diverte di più", dove si sono costruite strutture idonee. "In Toscana anche gli aeroporti non sono all'altezza" prosegue Briatore, citando il caso di quello di Firenze che "andrebbe potenziato e invece sono sempre a litigare. Per non parlare dei treni...". Poi, a proposito dell'altra polemica da lui aperta nel mese di giugno, sulla presenza dei venditori ambulanti sulle spiagge, Briatore invita a guardare ciò che è stato fatto in Sardegna: "Io dico che tutti hanno diritto di vivere". Per questo "propongo di organizzare una zona franca sulla battigia, come avviene in Sardegna dove i venditori non vanno sotto le tende".

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