Posti in piedi per lo show di Giorgio Panariello
FORTE DEI MARMI. Posti in piedi, ultimissime file aggiunte a poche decine di minuti dall'inizio dello spettacolo e quasi due ore di “onemanshow” all'insegna del divertimento. Il “ritorno a casa” di...
FORTE DEI MARMI. Posti in piedi, ultimissime file aggiunte a poche decine di minuti dall'inizio dello spettacolo e quasi due ore di “onemanshow” all'insegna del divertimento. Il “ritorno a casa” di Giorgio Panariello - tutto esaurito sabato sera a Villa Bertelli - porta in dote oltre 1200 spettatori alla Fondazione fortemarmina che già pregusta una settimana, quella in arrivo, di grandi eventi e di incassi a più zeri: Tony Hadley e gli Spandau Ballet - in agenda questa sera - e poi in rapida successione Loredana Bertè, Al Bano e Maurizio Battista. Ma la star di una notte è, appunto, Panariello che riavvolge il nastro della memoria «mi ricordo ancora quando andai per un'intervista a Radio Forte dei Marmi e c'era il mio primo fan che mi aspettava all'ingresso», prende in giro i russi, rispolverando Mario il bagnino «io devo imparà a parlà russo? Son loro che devono imparà due parole in italiano: aiuto, affogo» e la Merkel, «più che una cancelliera, una volta in costume, mi sembra una cancellata».
Nelle prime file ci sono gli amici di sempre, quelli di Cinquale e Querceta, di Forte e dei suoi dintorni, «tutto è partito da qui, dalla Versilia, finalmente sono di nuovo a casa» ripete Panariello. Ma ci sono anche i volti noti fra il pubblico: Enrico Brignano - ieri sera sul palco della Versiliana -, lo stilista Ermanno Scervino, il bomber dell'Udinese Totò Di Natale, Federica Panicucci, Omar Pedrini. All'ultimo arriva invece il forfait di Matteo Renzi e signora, «avevamo lasciato due posti liberi, ma alle 21 il presidente del consiglio non era ancora a Forte dei Marmi» fanno sapere gli organizzatori, mentre Panariello non risparmia il Premier, «a 7 anni era già preside. E poi come parla l'inglese lui, ce ne sono pochi in Italia» e giù un filmato dello stesso Renzi con strafalcioni linguistici che scatenano l'ilarità in platea. Il resto e' una carrellata di nuovi personaggi, Suor Cristina e il suo “Vangelo in una stanza” e vecchi, Renato Zero e Silvano, un bis e poi i saluti. Con epilogo di serata, scortato dalla compagnia di sempre, da vivere in quella Versilia che lui stesso non sembra «riconoscere più, ma che resta bellissima».(l.b.)
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