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Versilia

Ztl “senza pietà” ma c’è chi pensa al ricorso collettivo

FORTE DEI MARMI. Le multe nella zona a traffico limitato di Forte dei Marmi continuano a far discutere. Dopo il caso dei due automobilisti massesi multati ripetutamente in pochi minuti da diversi...

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FORTE DEI MARMI. Le multe nella zona a traffico limitato di Forte dei Marmi continuano a far discutere. Dopo il caso dei due automobilisti massesi multati ripetutamente in pochi minuti da diversi varchi elettronici sistemati in città il tema ha diviso il web. Tanti i commenti alla notizia: da un alto chi se la prende con l’automobilista disattento, dall’altro che con i Comuni che “fanno cassa” con le sanzioni.

Tanti altri casi. Inutile dire che la vicenda raccontata dal Tirreno domenica non è isolata. Solo ieri è arrivata l’ennesima segnalazione da parte di una famiglia di viareggio che, spesso, va a passeggio a Forte dei Marmi e che, dall’inizio dell’anno a oggi ha già “collezionato” sei sanzioni: l’ultima del 7 giugno scorso. «Adesso ci siamo stufati di pagare - tuona la signora Mallegni che con il marito ha ricevuto le multe - e siamo pronti a costituire un comitato, se anche altri lo vorranno, per opporci a queste sanzioni».

La replica dei vigili. Ma a replicare ai multati ci pensa la il Comando della Municipale di Forte dei Marmi: «Così come in molte altre città d’Italia - scrivono i vigili del Forte - la zona centrale del Comune è caratterizzata dalla vigenza di una zona a traffico limitato che ricomprende varie strade cittadine nonché da alcune aree pedonali urbane. A partire dalla stagione estiva 2013 detta zona è caratterizzata dalla presenza di un sistema elettronico di controllo in grado di rilevare gli accessi da parte di veicoli non autorizzati in quanto non in possesso di autorizzazioni rilasciate dal Comando. Detta regolamentazione è stata introdotta con l’intento primario di conseguire un miglioramento della qualità della vita di residenti e turisti che, grazie ad una sensibile riduzione del traffico dei veicoli, possono usufruire con maggior tranquillità degli spazi urbani. Per ciò che concerne la visibilità di dette zone regolamentate, la stessa è garantita da apposita cartellonistica installata sia anticipatamente come preavviso, sia in corrispondenza di ogni accesso con tanto di pannello luminoso riportante la dicitura attivo/non attivo (in base all’orario di vigenza di ztl/apu) secondo un progetto vagliato ed autorizzato, per correttezza e visibilità, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Questa la disciplina e la regolamentazione della zona oggetto di pesanti critiche ed illazioni ad opera di soggetti che, per scarsa attenzione, si sono visti recapitare sanzioni al Codice della Strada a causa del mancato rispetto del divieto di accesso». Il riferimento è anche ai due automobilisti di Massa che hanno denunciato il caso delle multe prese a pochi minuti l’una dall’altra. In uno dei due l’automobilisti «ha effettuato 3 accessi a 3 diversi varchi della ztl del centro ogni volta non rendendosi conto di varcare una zona regolamentata (è qui appena il caso di precisare che i varchi telematici non effettuano le rilevazioni per le uscite dalla ztl ma solo per gli ingressi)». La polizia chiarisce che «il varco telematico ha dimensioni tali da non poter passare inosservato tanto meno a chi, come un’automobilista, dovrebbe mantenere un livello di attenzione elevato, anche considerando che agli orari di comminazione delle sanzioni in oggetto la dicitura “attivo” è particolarmente evidente grazie all’imbrunire». Gli agenti precisano anche che l’attraversamento di tre diversi varchi non era “inevitabile”, bensì «i tre accessi sono assolutamente indipendenti l’uno dall’altro e che, facendo attenzione alla segnaletica, potevano essere evitati». L’automobilista, una volta arrivate le multe, è andato dai vigili «al fine di chiedere l’annullamento di “almeno due delle sanzioni ricevute” facendo presente, in stato di evidente alterazione emotiva, che in caso contrario avrebbe “chiamato i giornali e Striscia la Notizia”, come poi è avvenuto. L’Agente di Polizia Municipale cui si fa riferimento nell’articolo di giornale pubblicato ha semplicemente fatto presente al soggetto che il codice della strada prevede due modalità di ricorso avverso le sanzioni comminate ovvero al Prefetto o al Giudice di Pace, di cui il medesimo avrebbe potuto avvalersi ma, evidentemente, ritenendo che le sue ragioni non fossero poi così fondate ha immediatamente provveduto al pagamento».

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