Sicurezza
La freccia d’oro partita da Camaiore centra l’Inghilterra
Marco Coluccini, 15 anni, vincitore alle paralimpiadi under23. «Pensavo che lo sport non facesse per me, ma sbagliavo»
CAMAIORE. Altro che Robin Hood o gli indiani dei film americani. Tirare con l’arco non è cosa semplice e tantomeno istintiva. Per fare centro ci vogliono concentrazione, allenamento e fatica. Molta fatica, soprattutto se c’è da fare uno sforzo in più per superare gli ostacoli che un po’ la vita e un po’ la nostra testa ci mettono di fronte. Lo sa bene Marco Coluccini, 16 anni a settembre, fresco vincitore di due medaglie d’oro agli Iwas World Junior Games, la più importante manifestazione paralimpica under 23, che si è svolta nei giorni scorsi nella cittadina di Stoke Mendivlle, in Inghilterra. Camaiorese doc, Marco ha vinto la medaglia più pregiata nell'individuale di tiro con l'arco, ripetendosi poi nella gara a squadre. Una performance da incorniciare per l'azzurro della Nazionale di Para-Archery alla sua prima trasferta fuori dai confini nazionali.
La freccia che ha portato Marco a trionfare in Inghilterra è partita da Camaiore molti anni fa. «Avevo 7 anni – racconta il ragazzo – e vedevo i miei coetanei coinvolti dalle loro imprese sportive. Anche a me sarebbe piaciuto cimentarmi in qualche disciplina, ma ero spaventato dai miei problemi. Il primo approccio fu col nuoto, poi venne la volta dell’equitazione. Infine scoprii il tiro con l’arco e fu subito amore».
A far scoccare la scintilla furono una serie di incontri che l’amministrazione di Camaiore organizzava per i ragazzi delle scuole: «Erano dedicati agli sport minori – racconta orgoglioso il padre Giovanni – Sia Marco che la sua sorella gemella Anastasia si cimentarono con queste prove. Tempo dopo, vi fu un secondo appuntamento, quello buono: eravamo alla fiera di Ognissanti e c’era uno stand dimostrativo dell’associazione Kentron Dard di Camaiore. Entrambi riprovarono e da allora si può dire che non hanno più posato arco e frecce».
I fratelli Coluccini sono entrati a far parte dell’associazione e ogni settimana si allenano duramente. «All’inizio – racconta Marco – Non riuscivo a sistemare la freccia entro i due minuti previsti dal regolamento e alle competizioni tutti chiudevano un occhio sul cronometro. Ora però, faccio tutto da solo e gareggio anche tra i normodotati: i ragazzi più grandi quando mi vedono “tirare” si mettono paura e questo mi piace. Mi ritengo fortunato: con i miei problemi pensavo che non sarei mai riuscito ad ottenere dei risultati sportivi. Invece ce l’ho fatta. Il sogno? Partecipare alle paraolimpiadi di Brasile 2016 con la squadra azzurra». Vedremo. Di sicuro il più bel risultato Marco l’ha ottenuto prendendo di mira la vita e piazzando una freccia in fronte alla sfortuna. Il sindaco Alessandro Del Dotto lo premierà alla Festa dello Sport in programma a settembre.
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