Il Tirreno

Versilia

Da novembre la Giunta sapeva che sarebbe andata verso il dissesto

di Donatella Francesconi
Da novembre la Giunta sapeva che sarebbe andata verso il dissesto

Nelle carte del Mef la relazione dell’allora ragioniere capo Consiglio comunale lunedì 18, nessuna ufficialità sul rinvio

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VIAREGGIO. L’amministrazione del sindaco Leonardo Betti avrebbe dovuto, entro il 30 novembre 2013 «ripristinare gli equilibri di bilancio». Se ciò non fosse avvenuto, avrebbe dovuto «dare comunicazione in merito alla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti». Così scriveva l’allora ragioniere capo, Maurizio Nieri, nella comunicazione inviata il 18 novembre a sindaco, presidente del consiglio comunale (all’epoca era Chiara Romanini, oggi vice sindaco), all’assessore alle finanze (era Alessandro Caprili), al segretario generale (Rosa Priore) e ai revisori dei conti.

Tutte aperte, al’epoca, le situazioni critiche oggi oggetto dell’esito dell’ispezione del ministero delle economia (Mef), oltre che della relazione dei revisori dei Conti del Comune che hanno detto chiaro e tondo come i conti dell’Ente siano al dissesto. Lo stesso Nieri è chiaro quando scrive: «Si comunica che la manovra di riequilibrio per 3 milioni e 700mila euro o per il maggior importo di 5 milioni e 900mila euro nel caso di mancata contrattualizzazione del taglio nei confronti della Viareggio Patrimonio, dovrà essere effettuata nel termine ultimo dell'esercizio 2015. Si ricorda che nel caso in cui ciò non fosse possibile e, quindi, nel caso in cui non si potesse assolvere agli impegni dell'Ente con le risorse disponibili, si verificherebbe la condizione prevista dall'articolo 244 del D. Lgs.267/2000». Ovvero, il dissesto.

Insomma, - se l’allora presidente Romanini ha girato loro la comunicazione a loro destinata tramite la presidenza - i consiglieri comunali che hanno approvato l’assestamento a fine 2013 erano consapevoli di cosa stava passando loro tra le mani. Così come sono altrettanto consapevoli di cosa li attende con il voto su un consuntivo 2013 da 41 milioni di profondo rosso, senza i conti delle società partecipate.

È questo il quadro reale della situazione, oggi che non si sa ancora se sia ancora fissato il consiglio comunale del 18 agosto, come da intimazione della Prefettura di Lucca, e conseguente riunione della Conferenza dei capigruppo che la data ha discusso, indicato, ma senza ancora la convocazione formale. «Il Consiglio Comunale che dovrà approvare o meno il Rendiconto Consuntivo 2013 è diventato un bel mistero », scrive il consigliere Massimiliano Baldini, capogruppo del Movimento cittadini. Ieri mattina, informa Baldini, «all'improvviso e senza alcuna motivazione concreta e formale, il presidente del consiglio ha convocato una nuova Conferenza capigruppo per mercoledì 13 agosto, con all'ordine del giorno - udite, udite, sic et simpliciter - "Definizione prossimi impegni consiliari" . Ma la Conferenza capigruppo del 7 agosto scorso non aveva già fissato il consiglio per l'approvazione del bilancio consuntivo al 18 agosto come ordinato dalla Prefettura di Lucca? Tanto chetutti i consiglieri sono stati diffidati dall'organo di controllo ad approvare il bilancio entro e non oltre il 18 agosto». Ed allora, dichiara Baldini, «fino a quando tutti i consiglieri non riceveranno un contrordine dal medesimo organo che annullerà la diffida esponendone le motivazioni (da valutarsi nei contenuti), la Conferenza capigruppo è convocata senza motivo e le eventuali decisioni di quest'organo non avranno alcuna valenza formale, anzi potranno essere oggetto di sindacato e conseguentemente annullate insieme al deliberato di un eventuale nuovo consiglio convocato e celebrato in una data diversa da quella già fissata». A ieri sera né la Prefettura, e tantomeno l’amministrazione Betti avevano dato notizie in merito alla data del consiglio comunale intimato.

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