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il caso del pistoia

Il ritiro del certificato antimafia scuote i vertici di Sea risorse

Il ritiro del certificato antimafia scuote i vertici di Sea risorse

VIAREGGIO. La vicenda dell’interdizione prefettizia antimafia per la “Manutenzioni Toscana Srl”, azienda della famiglia Del Pistoia, scuote la politica e le due società partecipate (Mover e Sea...

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VIAREGGIO. La vicenda dell’interdizione prefettizia antimafia per la “Manutenzioni Toscana Srl”, azienda della famiglia Del Pistoia, scuote la politica e le due società partecipate (Mover e Sea risorse) che vedono aziende della stessa famiglia in qualità di socio privato del Comune di Viareggio (e di quello di Camaiore per Sea). Ieri è intervenuto il presidente di Sea risorse, Filippo Guidi (Pd): «Il mio impegno è volto al rigoroso rispetto della legalità e quindi, insieme alle amministrazioni di Viareggio e Camaiore, valuteremo tutti i passaggi necessari affinché sia fatta la necessaria chiarezza». La “Manutenzioni Toscana Srl” - aggiunge Guidi - «non è socia di Sea risorse e non ha mai svolto attività per Sea risorse. Ho chiesto comunque al socio privato di essere dettagliatamente informato sulla vicenda: non ci possono essere questioni che mettano a repentaglio la credibilità di chi lavora a servizio delle amministrazioni pubbliche».

Dichiarazione dura, considerando che Guidi ci tiene a sottolineare che si sta parlando di società diverse, sia pure in capo alla stessa famiglia. In parte spiegabile, si può ipotizzare, con quanto è avvenuto in Sea risorse nell’ultimo mese. Mario Del Pistoia, che ha rilevato tutte le società del padre Paolo proprio ai primi di luglio, è in aspettativa dal suo posto nella stessa società. «Essendo diventato - spiega l’amministratore delegato di Sea risorse, Alberto Corsetti - amministratore unico di Biofertil, la società presente in Sea». Anche la parte di attività che il socio privato svolgeva per Sea risorse ora è passata all’amministratore delegato, che aggiunge: «Mario Del Pistoia è in ferie. Aspetto che rientri e che chiarisca nell’incontro chiesto dai soci (i Comune di Viareggio e Camaiore, ndr).

Insomma, un mese convulso quello che ha portato al passaggio societario da Paolo, all’epoca socio di maggioranza dell’azienda colpita da interdizione, al figlio. Se - come pare ipotizzabile nel ricostruire i movimenti in Sea risorse in base alle testimonianze raccolte - i tempi dell’operazione societaria fossero strettamente collegati al provvedimento prefettizio, ciò potrebbe indurre a considerarla l’estremo tentativo di mettere in salvo le società di famiglia, prime fra tutte quelle socie dell’Ente pubblico. A tutela del quale si colloca normativamente proprio lo strumento utilizzato dal Prefetto.

Sulla vicenda interviene anche Manuela Granaiola, senatrice Pd: «Apprendo dalla stampa del provvedimento prefettizio. Si tratterebbe di "una misura preventiva volta a colpire l'azione della criminalità organizzata" - così si legge - volta ad impedire la possibilità di avere rapporti con la pubblica amministrazione. Affermazioni gravissime che non possono non preoccupare. Prendo atto che uno dei titolari della società sottoposta al ritiro del certificato antimafia ha dichiarato che la cosa si risolverà presto. Auspico che sia così. Altrimenti il fatto non potrebbe che assumere un aspetto gravissimo, proiettando una pesantissima ombra sulla trasparenza del pluriennale operato delle due società pubbliche partecipate». (d.f.)

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