Il Tirreno

Versilia

In fuga dagli orrori della strage, torna a Sant’Anna dopo 70 anni

di Tiziano Baldi Galleni
In fuga dagli orrori della strage, torna a Sant’Anna dopo 70 anni

Stazzema: il racconto di Loris Navari, che scampò all’eccidio nascondendosi nei boschi. Per decenni ha preferito tacere, incapace di affrontare il ricordo di quel drammatico 12 agosto 1944

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STAZZEMA. Per i settanta anni dalla strage di Sant’Anna di Stazzema, martedì 12 agosto, sulla vetta di Col di Cava ci sarà anche lui, Loris Navari. Il superstite dell’eccidio che per sessantanove anni ha scelto il silenzio su quel tragico 12 agosto 1944. Tornerà per salutare i suoi cari, sepolti lassù tra le montagne. Una decisione non facile che, come racconta, per lui avrà «un impatto violento».

Loris Navari, ex dirigente di un istituto scolastico nel Ticino, in Svizzera, era rimasto per un lunghi anni nel silenzio più assoluto, portando dentro di sé quel dolore. Poi l’anno scorso il regalo di un albero genealogico della cugina di secondo grado, Lidia Wagner, risveglia dentro di lui la voglia di parlare, e rendere nota la sua testimonianza. Sarà Lidia ad ottobre del 2013 a consegnare a Sant’Anna una sua testimonianza scritta e la promessa: Loris verrà a Stazzema per il 70° anniversario della strage.

«Ho sofferto talmente tanto per Sant’Anna – racconta Loris - che decisi di metterci una pietra su, tanto che decisi di non tornare più in quei luoghi, con un’unica eccezione: la cinquantesima ricorrenza, senza però farlo sapere a nessuno. Mi appariva, l’accaduto, così terribile e abnorme». Poi quest’anno una lieve svolta e la decisione di scendere di nuovo a Sant’Anna dalla Svizzera, dove abita da quando è bambino. «Ho 77 anni, ho smesso di insegnare, e mi sono detto: questa sarà la tua ultima occasione per andare a salutare i tuoi cari». Un gesto che per Loris rappresenta l’amore che «ho sempre avuto per coloro che sono stati uccisi».

Loris, scampato alla strage grazie al nonno che lo nascose nei boschi, da ieri è in Versilia e ha deciso di raccontare, con coraggio, il suo tormento al Tirreno. «Ho vissuto in solitaria e ho deciso solo adesso di parlare e di scrivere: ho 77 anni non avrò più forza di venire quassù».

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