Il presidio
L’accordo tra gli enti è ancora da firmare e i tempi s’allungano
Fotografia impietosa delle cause e degli interventi necessari Mancano ancora i finanziamenti chiesti da Gaia alle banche
VIAREGGIO. Le acque lungo la costa apuo-versiliese se la passano male da un bel po’. Tanto che - questo lo scenario alla luce degli ennesimi rilievi sballati - Lido di Camaiore, avendo collezionato gli sforamenti consentiti dalla legge regionale, si avvia d un divieto di balneazione 2015 fisso, dalla Fossa dell’Abate al Pontile. L’impietosa fotografai è quella tracciata dal documento che racchiude analisi delle condizioni attuali, interventi in corso e quelli futuri: è l’ Accordo di programma per la tutela delle foci fluviali e delle acque marino costiere della riviera apuo-versiliese che gli Enti (Comuni, Regione, Province, Gaia, Autorità idrica regionale) non hanno ancora firmato. Nonostante l’incontro di metà luglio.
È il documento che prevede il progetto di ionizzazione: un milione e 800mila euro da stanziare in tre tranche, l’ultima nel 2015 all’avvio della sperimentazione su Fossa dell’Abate, Fosso Fiumetto e Fosso Motrone. Ma è anche il testo nel quale gli Enti pubblici - in ritardo di molti anni sugli interventi previsti nel 2006 con un analogo documento - sono costrette ad ammettere che i tempi per realizzare gli interventi più importanti sono medio-lunghi e dunque non si può pensare che portino miglioramenti significativi per la prossima stagione balneare né per quella immediatamente successiva.
Nonostante quanto si è fatto e quanto ancora si dovrà fare (c’è un corposo programma quadriennale di opere allegato all’Accordo da firmare) e fondamentale: estendere o adeguare la copertura fognaria di Camaiore, Forte, Pietrasanta, Seravezza, Stazzema, Viareggio, Carrara, Massa e Montignoso, per poter dire di aver messo sotto depurazione la totalità delle acque reflue; sostenere e promuovere la più celere attuazione degli interventi previsti dall'Autorità idrica territoriale, così come quelli già individuati e facenti capo alle amministrazioni comunali versiliesi; un adeguamento funzionale dei depuratori al fine di tutelare la qualità delle acque stesse, adeguamento che comprende anche la realizzazione di vasche che possano contenere anche gli effetti delle “bombe” d’acqua.
Più facile a dirsi che a farsi. Viste le difficoltà degli Enti pubblici, ma anche dalla stessa azienda idrica, Gaia. La quale - per realizzare alcune delle opere previste- è condizionata all'approvazione di un nuovo piano economico-finanziario, a sua volta condizionato alla disponibilità delle banche ad erogare le somme necessarie.
È in questo quadro poco rassicurante che - oltre alla sperimentazione della ionizzazione - sono fondamentali da subito interventi di ricerca e risoluzione degli eventuali allacci di scarichi abusivi di acque reflue sulle reti bianche, nonché di scolmature dalle reti nere o fognature miste sul reticolo idraulico delle acque superficiali interne, nelle aree contermini le foci fluviali del Fosso dell'Abate, Fosso Fiumetto e Fosso Motrone.
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